Kiwi, alla Lombardia il primato della produzione

|
Negli ultimi sette si è assistito ad un vero e proprio boom delle coltivazioni di kiwi in Italia, con una concentrazione maggiore in Lombardia che, ad oggi, è divenuta a tutti gli effetti la patria del kiwi italiano.Questo frutto, infatti, ha visto crescere esponenzialmente la sua domanda sia in Italia che all’estero e la Lombardia, terra vocata già da tempo a questa coltivazione, è riuscita a sfruttare l’occasione: nel 2007 la superficie coltivata a kiwi era di circa 400 ettari, oggi se ne contano 555, un aumento del 35%. La maggior parte della produzione dell’oro nero si concentra nella provincia di Mantova (441 ettari di terreno coltivato a kiwi), con una resa di 370 quintali per ettaro.Ma anche le altre province lombarde non sono da meno. Nello stesso periodo, la produzione dell’oro verde è aumentata anche a Brescia (da 32,4 a 54,6 ettari, +69%), a Sondrio (da 14,5 a 16,2) e a Pavia (da 8,4 a 10 ettari).La produzione italiana di kiwi si caratterizza per l’alta qualità dei frutti che vengono richiesti in quantità sempre crescenti non solo in Italia, ma soprattutto all’estero: la maggior parte dei kiwi italiani (circa tre quarti della produzione nazionale) è destinata all’esportazione verso paesi come Emirati Arabi, Russia e Corea del Sud.Al momento le piante di kiwi sono nella fase dei germogli, che matureranno tra ottobre e novembre, periodo in cui avverrà la raccolta e la successiva commercializzazione. La resa per ettaro per questa stagione è stimata tra i 350 e i 370 quintali, con prezzi all’ingrosso che secondo le previsioni, oscilleranno tra i 30 e i 40 centesimi in base al calibro dei frutti.Il kiwi, quindi, assicura una buona resa sia in termini di produttività che in termini economici, ma, come la maggior parte delle colture, richiede delle attenzioni particolari. Come ha ben spiegato Gianfranco Tosi, uno dei principali coltivatori di kiwi lombardi, infatti, la coltura del kiwi richiede una particolare cura nella fase di accoppiamento delle piante e della germogliazione, in cui giocano un ruolo fondamentale soprattutto le condizioni climatiche: annate climaticamente favorevoli possono portare la resa anche fino a 500 quintali di frutti per ettaro, ma è sufficiente qualche sbalzo di temperatura per portare il dato sotto la media.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA RIVISTA

Conferisco il consenso al trattamento dei dati personali