Kiwi, prospettive future per produzione e mercati

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Sebbene la coltivazione dei kiwi sia una delle più giovani in Italia – questo frutto ha iniziato a diffondersi in Europa all’inizio del Novecento – ad oggi siamo il primo produttore al mondo, grazie a una produzione annua che supera abbondantemente le 400mila tonnellate, più di un terzo della produzione mondiale.Oltre ad essere il più grande produttore di kiwi, l’Italia è anche il maggiore esportatore, in un contesto in cui circa due terzi della produzione mondiale sono destinati ai mercati esteri, insieme a Nuova Zelanda e Cile. Questi tre paesi dominano lo scenario internazionale del kiwi da oltre un decennio, ma negli ultimi anni si stanno affacciando anche dei nuovi attori – in particolare Spagna, Francia, Grecia e Olanda – la cui produzione, per quantità e qualità, sta crescendo di anno in anno.Nessuna minaccia ancora per l’Italia e per il suo primato nel mercato mondiale del kiwi, anche se ci sono alcuni fattori da tenere sotto controllo. In primo luogo l’embargo russo, mercato che negli ultimi anni aveva dimostrato un crescente interesse per questo prodotto a tutto vantaggio dell’Italia: il blocco delle esportazioni ha, da un lato, inasprito la concorrenza sugli altri mercati e, dall’altro, aperto la porta all’ingresso di nuovi venditori.Sono da monitorare poi gli andamenti della produzione di kiwi in Grecia. Rispetto agli altri concorrenti europei, infatti, il paese sembra procedere più velocemente, facendo sentire sempre di più la sua presenza sui mercati internazionali.Gioca a favore dell’Italia e della campagna di vendita 2015 il crollo della produzione in Cile. Già nel 2014 pesanti gelate hanno ridotto quantità e qualità della produzione interna (che mediamente si aggira sulle 200.000 tonnellate): le avverse condizioni climatiche stanno influenzando negativamente anche le rese di questa stagione, con un calo della produzione di circa 30mila tonnellate.Va verso una stabilizzazione la produzione di kiwi neozelandese, che si sta riprendendo dopo il devastante attacco di batteriosi che ha colpito la maggior parte delle coltivazioni del paese.

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