La produttività dell’olivo passa dalla salute delle sue radici

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La scuola agronomica israeliana si è da sempre concentrata sullo studio degli apparati radicali; infatti la radice deve essere considerata come il cervello delle piante e la comprensione del suo comportamento permette di capire gran parte degli effetti visibili su tutte le colture sia esse erbacee che arboree.

Cosi anche per l’olivo, l’apparato radicale è di estrema importanza, e conoscerne il suo funzionamento consente di pianificare correttamente le pratiche agronomiche.

L’olivo ha un apparato radicale di tipo fittonante che serve alla pianta da baricentro e si approfondisce nel suolo per esplorare zone dove ancorarsi. La struttura preposta all’assorbimento di acqua e nutrienti è invece quella del sistema capillare che e si dirama da radici di sostegno, con dimensioni via sempre più piccole, fino a diventare capillizi fini quanto capelli.

Le proporzioni tra le diverse strutture radicali sono: un 20 % dedicato alle funzioni di ancoraggio, il restante 80 % a quelle di assorbimento e nutrimento.

Come detto l’apparato radicale è come un cervello e quindi un sistema attivo in grado di regolare il comportamento dell’intera pianta. Infatti, in base alle condizioni climatiche a cui è soggetto, l’olivo modula il suo sviluppo sulla sua capacità di traspirazione regolando così l'equilibrio tra chioma e radice e quindi tra traspirazione e assorbimento.

Generalmente, nella condizione ideale, le radici si trovano ad una profondità compresa tra i 20 e gli 80 cm. In casi estremi, dove si registra una condizione di prolungata siccità, le radici degli olivi si possono approfondire maggiormente per ricercare umidità, proprio a garantire la traspirazione e quindi l’attività fotosintetica.

È proprio grazie alla comprensione degli apparati radicale negli ultimi anni che l’irrigazione a goccia sta assumendo un ruolo centrale nella gestione agronomica dell’olivo. La configurazione prediletta è la subirrigazione perché permette di ottenere ottimi risultati produttivi, con minore dispendio di risorse e manodopera, in confronto ad altri metodi.

La subirrigazione consiste nell'interramento di speciali ali gocciolanti e la scelta della loro profondità dipende proprio dallo sviluppo dell’apparato radicale e dal suo comportamento, perché è proprio lì che si vuol distribuire acqua e nutrienti.  La posizione dell'impianto di irrigazione è quindi fondamentale per garantire la salute e la produttività della pianta nel tempo.

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