L’agricoltura è sempre più giovane

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Aumentano in Italia le imprese agricole guidate da Under 35. I giovani riscoprono dunque la passione per la terra e sono i numeri a confermarlo. Sono infatti 50mila, solo in Italia, le imprese agricole ad oggi presenti e il trend è in continuo aumento. Tra i motivi di un aumento così massiccio sicuramente la crisi lavorativa che ha "obbligato" i giovani a valutare ipotesi professionali che prima avrebbero scartato. Ma non solo. Una recente indagine del Censis sulle imprese aderenti alla Confederazione Italiana Agricoltori chiama in causa un altro fattore ovvero la passione che i giovani hanno riscoperto per l'agricoltura. Oltre il 28% degli intervistati, infatti, ha affermato che a indurli a intraprendere questa strada professionale è stata una sorta di vocazione e non certo la mancanza di alternative.

 

Tra i giovani imprenditori agricoli emergono coloro che stanno cercando nuove strade, sfruttando anche la tecnologia che inevitabilmente ha fatto irruzione anche in questo settore. La nuova frontiera dell'agricoltura è costituita da droni, sensori, trattori senza pilota e mappe in 3D. Tutte carte importanti da giocare per un miglioramento delle condizioni lavorative e il raggiungimento di risultati sempre più soddisfacenti. Anche se, a fronte di un aumento dei giovani agricoltori italiani e un sempre maggior aiuto da parte della tecnologia, c'è un aspetto negativo da considerare: quello burocratico che rallenta in molti casi l'operato degli imprenditori agricoli rendendo tutto più difficile. L'ostacolo alla creatività in agricoltura, insomma, è ancora la burocrazia. Ottenere finanziamenti per chi parte da zero è davvero impresa ardua e spesso anche chi vorrebbe sperimentare nuove strade si trova di fronte a salite impervie che rendono il percorso lungo e complicato. Qualcuno ce la fa nonostante i tanti ostacoli. È il caso di Carlo Maria Recchia, da sempre appassionato di agricoltura, che ha scoperto l'esistenza in Perù e in Messico di una varietà di mais nero che risaliva all’epoca dei Maya, dalle molte proprietà nutritive. Mais che dal 1700 non era più coltivato ma che lui è riuscito a riportare in Italia con ottimi risultati. Ce l'ha fatta anche Roberto Cerami il quale ha pensato di riciclare lo scarto invenduto degli ortaggi per coltivare zucchine e cetrioli. I suoi ortaggi contengono una percentuale di antiossidanti superiore alla media e adesso questo giovane imprenditore sta affrontando l’iter burocratico per ottenere una certificazione ufficiale.

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