Lavorare la terra è il mestiere più nobile

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Avvocati, medici, calciatori. In un Paese come l’Italia, a prima vista, i giovani sognano di svolgere una delle suddette professioni. Conferiscono soldi, successo, nonché un futuro dignitoso. Eppure, chi legge tra le righe sa che non è esattamente così. Anzi.Oggi sono sempre di più gli italiani che sognano di fare gli agricoltori. E chi pensa che fare questo mestiere significhi essere ignoranti, retrogradi (ricordate il detto “braccia rubate all’agricoltura”?) dovrà ricredersi. Già, perché il settore è in costante evoluzione. In costante espansione. In costante miglioramento dal punto di vista tecnico e sotto il profilo economico.Una testimonianza diretta proviene dall’Expo e dalla giornata dedicata all’agricoltura italiana, celebrata dinanzi a decine di migliaia di giovani sotto gli occhi del Premier Matteo Renzi. Si tratta di una testimonianza importante, per comprendere che attualmente essere agricoltori vuol dire svolgere un mestiere nobile. Forse, il mestiere più nobile. Così, il detto di cui sopra non vale più. Occorre revisionarlo, dal momento che oggi è il comparto primario a strappare braccia agli altri comparti.Numeri alla mano, nel 2015 gli occupati delle campagne italiane sono in aumento. Da nord a sud e non solo nel Mezzogiorno come qualcuno potrebbe ipotizzare. In particolare aumento è la categoria degli under 35. Sono il 10% i giovani appartenenti a questa fascia che cercano e trovano lavoro nel settore. In totale, il 68% dei giovani italiani sogna di trascorrere un’estate lavorativa in campagna. In media questa è una delle ambizioni per due italiani su tre. Cifre che, dunque, sono a dir poco emblematiche.Raccogliere la frutta o partecipare alla vendemmia, dunque, non suona più come una punizione per chi non va bene a scuola. Tali attività si configurano, piuttosto, come un obiettivo presente nella mente di molti.Di certo, il contesto aiuta. Basti pensare che il valore dell’export tricolore di prodotti agroalimentari abbia raggiunto il suo record storico, per farsi un’idea di come le cose sono cambiate. Le esportazioni interessano per quasi due terzi i Paesi dell’Unione Europea. Quelle verso gli Usa e verso l’Oceania vanno a gonfie vele, facendo segnare un + 30% di tutto rispetto.Di passi in avanti, pertanto, ne sono stati compiuti molti. Agricoltura e made in Italy crescono a dismisura. Vino, olio, ortofrutta offrono al Paese le maggiori soddisfazioni dal punto di vista dei profitti e degli apprezzamenti fuori dai confini.L’agricoltura raggiunge nuovi record, al punto che Coldiretti ha identificato ben sette primati del comparto primario. Quali sono?In primo luogo il comparto agroalimentare rappresenta il 15 per cento del Prodotto interno lordo nazionale con un valore complessivo pari a 250 miliardi, alimentato da 1,6 milioni di aziende agricole. Merito di un modello, quello produttivo dell'agricoltura italiana, che è al top in termini di produzione di valore aggiunto: quello per ettaro è doppio rispetto alla media dei Paesi Ue, il triplo del Regno Unito, il doppio di Spagna e Germania e il 70 per cento in più rispetto alla Francia. I nostri cugini d’Oltralpe, è opportuno sottolinearlo, sono i nostri principali competitori.Ma i record individuati da Coldiretti non finiscono qui. L’Italia può vantare ben 272 prodotti tutelati da Dop e Igp e 4886 specialità tradizionali regionali che salvaguardano la biodiversità e preservano la tradizione. La mantengono viva, vegeta, presente. Questo, non accade in nessun altro Paese.C’è di più: il nostro è il Paese con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari. Per tale ragione può sbandierare la propria leadership in termini di sostenibilità, con 814 tonnellate di gas serra prodotte ogni milione di euro, ovvero il 35 per cento in meno in confronto alla media Ue.L’agricoltura si è fatta biologica, con 49.070 imprese che garantiscono anche in questo caso un primato all’Italia a livello europeo. Al secondo posto, ben distante, c’è la Spagna (30.462 aziende bio).L’ultimo dei sette record è relativo al network di fattorie e farmer market per la vendita a chilometro zero, con oltre diecimila riferimenti nella rete Campagna Amica.

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