Lavoratori agricoli: risorse, non costi

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57mila i nuovi occupati nel settore agricolo nel 2014, ovvero una crescita del 7% del tasso di occupazione, numeri che dimostrano, ancora una volta, come l’agricoltura sia un settore in controtendenza in questo lungo periodo di crisi. E, secondo il Ministro Martina, il 2015 porterà a risultati ancor più positivi.

Nello specifico, il trend di crescita dell’occupazione maggiore si è registrato al Nord (17,5%), seguito a lunga distanza dal centro, con il 2,8%, e dal Sud onl’1,1%, e sono cresciuti di più i lavoratori indipendenti (+8,7%) di quelli dipendenti (+5,5%). Una grande fetta dei nuovi lavoratori agricoli è composta da giovani: nel 2014 il numero delle imprese condotte da giovani under 35 è cresciuto dell’1,5%, arrivando a quasi 50mila sul territorio nazionale.

Alla base di questa crescente offerta di occupazione del settore c’è sia un rinnovato interesse dei giovani al lavoro agricolo – che trova dimostrazione nel boom delle iscrizioni a istituti e facoltà di agraria – sia del lavoro che sta facendo il Governo per sostenere le imprese nell’assunzione di nuova forza lavoro.

Nell’ultimo anno il Governo ha predisposto una serie di strumenti atti a facilitare le imprese agricole nel rapporto con le istituzioni, come il Piano Agricoltura 2.0, grazie al quale 700mila imprese potranno accedere ai fondi europei direttamente on line, e la crescita dell’occupazione giovanile attraverso lo sgravio di un terzo del costo del lavoro per chi assume giovani sotto ai 35 anni e la Rete del lavoro agricolo di Qualità per il contrasto del lavoro nero e del caporalato.

Tutte azioni, queste, già operative ma che, come ha sottolineato la Cia – Confederazione italiana agricoltori, sono ancora solo un primo passo nella strada che porterà a un impianto legislativo pensato appositamente per le esigenze specifiche del settore e che sia, allo stesso tempo, flessibile e che permetta alle aziende agricole di poter fare la coraggiosa scelta di investire sulle risorse umane anche in un periodo di profonda crisi.

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