Approvata la legge per la tutela dell’olio italiano

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Dalla Commissione Agricoltura è arrivato il via libera definitivo alla legge sulla tracciabilità dell’olio extravergine di oliva. Una decisione presa in extremis, appena prima dello scioglimento delle Camere.

Paolo Russo, presidente della commissione Agricoltura ha espresso grande soddisfazione per un provvedimento che è stato approvato nonostante le difficoltà oggettive riscontrate per il coordinamento del testo e per l’entrata in vigore della legge stessa:

Il messaggio che il Parlamento ha voluto lanciare è chiaro ed univoco. I prodotti che fanno della qualità italiana una bandiera rappresentano un contesto che va ben oltre quello meramente produttivo. Sono l’emblema di territori e paesaggi, di tradizioni culturali ed agroalimentari che si tramandano da generazioni e che sono nel dna del nostro Belpaese.

La legge sulla tracciabilità dell’olio extravergine di oliva prevede delle nuove modalità di scrittura delle etichette, sia per quanto riguarda i caratteri da utilizzare (dimensione, leggibilità e visibilità) che il loro posizionamento. Inoltre, la legge indica anche le modalità operative per gli assaggiatori, che vanno dagli utensili da utilizzare, al prelevamento dei campioni e alle condizioni fisiologiche dell’assaggiatore stesso.

Non mancano indicazioni anche per quanto riguarda le pratiche commerciali, per evitare che vengano date informazioni non corrispondenti al vero, e per quanto concerne la disciplina dell’uso dei marchi di impresa, con l’introduzione dell’ipotesi di reato per illecito uso del marchio. Altre indicazioni riguardano la durata del prodotto che non potrà superare i 18 mesi dall’imbottigliamento.

La legge sulla tracciabilità dell’olio extravergine di oliva, inoltre, disciplina la vendita del prodotto. Gli esercizi commerciali, infatti, saranno sottoposti a sanzioni comprese tra 1.000 euro e 8.000 euro se propongono olio di oliva privo di etichetta che indichi origine e lotto di appartenenza (come definito precedentemente) o che abbiano una chiusura non a norma che consenta l’alterazione del prodotto.

Particolare attenzione è stata riservata ai prodotti di importazione onde evitare frodi e sofisticazioni alimentari secondo quanto previsto dal D.L. n. 282/06, e obbliga gli uffici della sanità transfrontaliera a rendere disponibili tutte le informazioni necessarie per la certificazione della provenienza degli oli agli organi di controllo e alle amministrazioni interessate.

Ultimo punto della legge è quello che disciplina la vendita sottocosto dell’olio extravergine di oliva: ne sarà consentita solo una all’anno, possibile solo previa comunicazione all’amministrazione comunale di riferimento 20 giorni prima dell’inizio della vendita agevolata, che sarà comunque vietata agli esercizi o ai gruppi che detengono più del 10% della superficie di vendita della provincia.

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