L’esperienza di Netafim in aiuto ai Paesi dove la siccità è un problema quotidiano

|

Netafim, con lo sviluppo del sistema di irrigazione a goccia che permette di far crescere le piante utilizzando meno acqua, ha dimostrato di essere una buona linea di business a fronte della crescente siccità.

Gli agricoltori israeliani quando svilupparono la tecnologia a goccia, non stavano cercando una soluzione a uno dei più importanti problemi per il nostro pianeta ma, stavano lottando per la sopravvivenza. Essendo Israele una terra desertica, non avevano a disposizione acqua sufficiente per far crescere i loro raccolti.

L’inventore di questa tecnica, Simcha Blass, aveva creato un sistema semplice con un tubo forato contenente un gocciolatore in grado di emettere lo stesso quantitativo di acqua in modo costante. I tubi furono posizionati lungo una fila di piante in modo che i fori fossero posizionati direttamente sopra le radici. In questo modo, il tubo faceva cadere ogni goccia preziosa d'acqua dove serviva. Il risultato fu che le piante, con l'utilizzo di una minima quantità d’acqua, producessero più frutti.
Gli agricoltori, entusiasti da quest’idea rivoluzionaria, decisero di avviare la produzione di questi tubi e, nel corso del tempo, hanno perfezionato questa tecnica.

Verso la fine degli anni '70, si sono resi conto della portata di questa tecnica irrigua: infatti, se la popolazione mondiale fosse continuata a crescere, il resto del mondo sarebbe assomigliato sempre di più alla loro piccola comunità nel deserto, un gruppo di agricoltori con l'acqua appena sufficiente per far crescere le colture necessarie a sfamare le loro famiglie. Per questa ragione, iniziarono a vendere i loro sistemi d’irrigazione in altre parti del mondo, fino ad espandersi in più di 110 Paesi. Oggi, i loro prodotti aiutano gli agricoltori in India e in Africa a crescere producendo colture qualitativamente migliori utilizzando meno acqua.

Un recente rapporto di McKinsey ha previsto che se le attuali tendenze demografiche e climatiche dovessero continuare, ampie regioni del mondo dovranno presto affrontare conseguenze potenzialmente devastanti per la vita umana, per le imprese e l'agricoltura, le relazioni internazionali e l'ambiente. In India, il problema è particolarmente grave: secondo un rapporto delle Nazioni Unite, nel 2050 la domanda del paese per l'acqua potrebbe superare l'offerta del 50%.

La sola adozione in massa dell’irrigazione a goccia non è in grado di salvare il mondo. Per evitare la catastrofe, quasi tutti, in qualche modo, devono "fare di più con meno ma, bisogna integrare anche altre nuove tecnologie come la desalinizzazione. In caso contrario, si andrà incontro a seri problemi.

Oggi l’irrigazione a goccia non viene solo utilizzata per produzioni di nicchia come l’uva e le arance. "Stiamo irrigando mais, canna da zucchero, patate, manioca e soia", ha dichiarato con orgoglio Naty Barak, Chief Sustainability Officer di Netafim.

In molte parti del mondo in via di sviluppo, gli agricoltori irrigano ancora le loro piante allagando i campi. Questo è un processo terribilmente inefficiente, ma a basso costo. Gli agricoltori che invece si convertono all’irrigazione a goccia hanno un ritorno dell’investimento entro un anno.  Questo passaggio richiede un capitale iniziale che la maggior parte dei piccoli agricoltori dei Paesi poveri non possono permettersi. Quando un agricoltore compra un impianto di irrigazione Netafim, l'azienda invia i propri tecnici per analizzare il suolo e l'acqua, in modo da raccomandare un modello specifico per quel tipo di coltura. Inoltre, l’azienda s’impegna a formare l’agricoltore nell’utilizzo e nella manutenzione del suo impianto. Questo si riflette sul costo dell’impianto finale. In India, un sistema di irrigazione a goccia per una fattoria famigliare costa circa $ 500, come in Texas o in California, ma un indiano medio guadagna solo 1140 $ in un anno.

I governi e le organizzazioni non governative sono una risposta a questo problema. Il governo indiano, infatti, sta cercando di allontanare gli agricoltori dall’irrigazione a scorrimento, pagando la metà di ogni sistema acquistato da Netafim o dai suoi concorrenti. In Africa, dove gli agricoltori non hanno risorse sufficienti a sfamare le loro famiglie, Netafim basandosi sul modello delle ONG, cerca di unire i contadini in gruppi più grandi, ciò permette loro di organizzarsi per accedere ad una tecnologia utile a produrre di più. "Non si può vendere ad una famiglia qui e una famiglia lì", ha detto Barak. "A volte ho l’impressione di lavorare per un ONG e devo ricordare a me stesso che Netafim è un’azienda ma, non si possono ignorare certe realtà che ci riguardano tutti."

ISCRIVITI ALLA NOSTRA RIVISTA

Conferisco il consenso al trattamento dei dati personali