Andrea Segrè e Luca Falasconi firmano Il libro blu dello spreco in Italia: l’acqua

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Il cibo che ogni giorno finisce ancora integro nella pattumiera contribuisce ad aggravare la crisi idrica globale. Gettare via una fettina di carne, della frutta piuttosto che una fettina di pane equivale infatti a sprecare l’acqua che si è resa necessaria nell’intero ciclo produttivo del bene alimentare: dalla pianta al processo di trasformazione industriale.

Di sprechi alimentari ed impronta idrica della nostra dieta si parla nel Libro blu dello spreco in Italia: l’acqua, firmato da Andrea Segrè e Luca Falasconi per Edizioni Ambiente. Il volume, pubblicato nell’ambito della campagna Un anno contro lo spreco, analizza i consumi idrici italiani, in relazione allo stile di vita, alle abitudini alimentari, agli sprechi, con l’obiettivo di educare ad un uso più consapevole ed oculato delle risorse idriche.

Optare per una dieta a base di frutta e verdura, ad esempio, è un primo passo importante per ridurre l’impronta idrica della nostra alimentazione. Pensate che una dieta vegetariana, giornalmente, ci costa un dispendio di 2.300 litri di acqua, mentre pasti a base di carne ne richiedono ben 3.600.

Oltre a consumare meno carne, bisogna evitare in tutti i modi lo spreco di cibo: basti pensare che gettare via 200 grammi di carne rossa fa finire nella pattumiera anche 3.000 litri di acqua.

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