L’importanza di irrigare a goccia la cipolla

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La coltivazione della Cipolla (Allium cepa L.) risale al IV millenio a.C. e veniva coltivata già dagli Egizi. Questa pianta erbacea biennale probabilmente è originaria degli altipiani dell'Asia occidentale ma oggi, viene coltivata in tutto il mondo anche se le nazioni maggiori produttrici sono Cina, India, USA, Turchia, Pakistan, Russia, Giappone, Brasile, Messico, Spagna, infine Korea e Olanda.

Nella Comunità Europea l’Italia si colloca al terzo posto dietro a Spagna e Olanda. Le regioni dove questa coltivazione viene maggiormente coltivata sono: l'Emilia Romagna, la Campania, la Sicilia e la Puglia.

Nelle aree a maggiore vocazione produttiva della cipolla, la tecnica di irrigazione maggiormente utilizzata, è ad oggi l’aspersione ma sta crescendo la quota coperta dall’irrigazione a goccia su letti di semina. La tecnica consigliata da Netafim è senz’altro la goccia con ala posizionata in superficie, circa ogni due file di cipolle, oppure in subirrigazione, laddove i terreni e i mezzi aziendali lo permettano, con numerosi benefici e vantaggi. La cipolla ha un’elevatissima adattabilità alle diverse condizioni climatiche e ai diversi tipi di terreno. La cipolla è abbastanza resistente alle basse temperature, tanto che la germinazione può iniziare già intorno a 0-1°C anche se la temperatura ideale rimane intorno i 20-25° C; con basse temperature l’attività della pianta e tutto lo sviluppo vegetativo vengono rallentati, in particolare la germinazione. Per questa ragione, il periodo di coltivazione può essere tra autunno-primavera oppure primavera-estate. La coltivazione viene generalmente programmata in funzione della lunghezza delle ore di luce che hanno effetti diretti sia sul transito dal periodo vegetativo, nel quale il bulbo si ingrandisce e le foglie vanno a formarsi, sia sul periodo riproduttivo, ovvero quando compare lo scapo fiorale. Nel caso in cui le ore di luce siano superiori alle 16 ore circa in un giorno si interromperà la nascita di ulteriori foglie, mentre il bulbo andrà a ingrandirsi. Se le ore di luce sono inferiori a 12 al giorno si avvierà la differenziazione dello scapo floreale. E' consigliabile dunque portare a termine la semina per tempo, in modo tale che le piante della cipolla abbiano prodotto una sufficiente quantità di foglie nel momento in cui si bloccherà la produzione di nuovo apparato fogliare.

Come si è accennato la cipolla può essere coltivata su diversi tipi di suolo: da suoli profondi e sciolti con limo e sabbie alluvionali, che abbiano buon drenaggio degli eccessi idrici piovani, a suoli di medio impasto o limosi. Da evitare sono i suoli troppo pesanti, troppo alcalini o acidi e suoli soggetti a ristagno idrico, inoltre manifesta alta sensibilità alla concentrazione dei sali espressa come EC (elettro conducibilità).

Queste caratteristiche legate ai tipi di terreno la rendono particolarmente idonea a essere irrigata a goccia poiché possiamo sfruttare le caratteristiche tecniche dei gocciolatori a bassa portata per evitare di sprecare acqua a causa del percolamento per drenaggio negli strati profondi. L’irrigazione a goccia consente un risparmio idrico che arriva fino al 35-40% di acqua per portare a termine la coltura con le stesse rese produttive ma sovente  comporta incrementi produttivi nell’ordine del 45-70%.

La preparazione dei letti di semina è una delle chiavi tecnico-agronomiche della coltura che influenza anche il comportamento idrico del suolo. Una preparazione adeguata del terreno è quindi una delle condizioni essenziali affinché la cipolla esprima tutto il suo potenziale produttivo. Altro punto importante è di evitare la formazione di zolle evitando di lavorare il suolo quando è troppo umido (suoli fradici e tenaci o macchinari troppo pesanti possono incrementare il rischio di errate lavorazioni) o con macchinari non idonei.

Le lavorazioni, su terreni difficili, non devono essere troppo profonde e devono essere seguite da lavorazioni superficiali per la rotture delle zolle con erpicatura e successiva spianatura dei letti di semina. Ciò consente:

 

- una buona diffusione dell’acqua nel terreno

- un’adeguata aerazione del suolo

- il rapido attecchimento delle piantine,

- una prima fase di crescita vigorosa

- migliore sviluppo e penetrazione delle radici

- l’aumento della disponibilità di nutrienti e acqua

- una maggiore efficienza delle pratiche di diserbo

La presenza di zolle può danneggiare i bulbi e rallentarne la crescita, il compattamento inibisce la crescita delle radici e può causare stress idrico-nutrizionali, lo scarso drenaggio comporta maggiori patologie radicali. Il letto di semina si realizza generalmente con larghezza che va da 0,8 m a 1,5 m ed una distanza tra le file media di 0.30m.

Tre sono le possibili tecniche: la semina diretta che è ad oggi la più usata in Italia ed è da preferirsi dove la stagione sia sufficientemente lunga per avere una crescita precoce di tutta la fase pre-bulbificazione. Il trapianto di plantule che è in fase di approccio tecnico in Italia, si trapiantano piantine le quali devono avere almeno 3-5 foglie formate. Infine il trapianto di bulbi, dove si mettono a dimora piccoli bulbi secchi di circa 12mm di diametro prodotti nella stagione precedente, sono usati in alcune aree per assicurare la produzione uniforme di cipolle di taglia grossa. Strettamente legato alla configurazione del letto è la questione della densità di semina e quindi delle piante/ha. Le richieste del mercato mondiale spingono verso varietà di maggiori dimensioni rispetto a quelle che normalmente si producono in Italia dove si prediligono calibri medio-piccoli.

Proprio sul calibro la tecnica di irrigazione a goccia proposta da Netafim ottiene i migliori risultati. Generalmente si seminano circa 80 bulbi per metro quadrato, anche se la densità ottimale dipende dalla varietà, dall’andamento della stagione e dalla sistemazione dei terreni.

Netafim consiglia di posizionare un’ ala gocciolante ogni 2 file di cipolla così da poter sfruttare al massimo la capacità della goccia di allargare la striscia bagnata. Lo stesso concetto si applica in subirrigazione dove si interra, alla profondità desiderata (20-25cm a seconda dei suoli), l’ala gocciolante così che irrighi gli apparati radicali in maniera ancora più localizzata. Una corretta preparazione del terreno è una condizione essenziale sia per le installazioni in superficie che per quelle in subirrigazione. Per la subirrigazione la distanza tra le ali gocciolanti interrate dipende sia dalla larghezza dei letti di semina che dalle caratteristiche del terreno. Quest’ultima tecnica viene spesso applicata quando le densità di semina sono alte o il numero di file per letto è dispari oppure in raggruppamenti, tanto da non permettere di applicare il consueto posizionamento di 1 ala per 2 file di cipolla. Le distanze tra i gocciolatori e le portate degli stessi cambiano secondo le caratteristiche del terreno e delle densità di semina ma restano generalmente tra i 30-40 cm con gocciolatori da 0,6-2 litri per ora. Le ali gocciolanti più idonee a questo tipo di irrigazione sono lo Streamline Plus per le ali leggere e il DripNet per le autocompensanti.

Un altro importante strumento tra le mani di chi fa irrigazione a goccia su cipolla è la fertirrigazione che, grazie allo studio dei fabbisogni nutrizionali, permette di assistere la coltura in maniera puntuale, localizzata, efficiente e misurata. Bisogna tenere presente che la cipolla ha il sistema radicale poco profondo e fibroso, e quindi la fertirrigazione necessita di sistemi di distribuzione ad alta efficienza per avere un senso economico (efficienza della goccia 90%), inoltre quasi il 50% di assorbimento dei tre nutrienti principali azoto, fosforo e potassio (NPK) si verifica durante l'ultimo mese prima della raccolta. Quindi una concimazione di fondo potrebbe non essere disponibile quando la cipolla ha il maggiore fabbisogno.

L’effetto dell’azoto, sulla crescita e la resa, dipende dalla sua forte influenza sul tasso di crescita nei primissimi stadi, quindi dovrà essere disponibile ad inizio ciclo. L’applicazione di azoto dovrebbe essere divisa durante la crescita della coltura: prima della semina o piantagione, in fase di piena espansione della foglia, e poco prima della bulbificazione in fertirrigazione in modo da distribuire solo le quantità necessarie. La corretta disponibilità di nutrienti è importante soprattutto durante la formazione del bulbo, in questa fase un alto rapporto potassio/azoto è molto utile. Ricordiamo che le caratteristiche organolettiche del gusto, come pungente e piccante, aumentano con l’uso di fertilizzanti contenenti zolfo (S) come solfati, ma risultano diminuite se l’azoto è somministrato in forma ammoniacale. Le cipolle sono inoltre molto sensibili alla carenza di microelementi come il Magnesio (Mg) e altri come lo Zinco, Molibdeno e Rame (Zn, Mo e Cu) i quali possono portare anche problemi seri sulla qualità: esempio carenza di Rame porta a bulbi con tessuti sottili, scarsamente colorati. La possibilità di fornire anche composti polivalenti che contengano microelementi è una delle prerogative delle fertirrigazione.

Diverse esperienze si sono svolte in Italia per valutare le opportunità economiche fornite dall’applicazione dell’irrigazione a goccia e della fertirrigazione sulla cipolla, buona parte di queste nell’Emilia Romagna, altri nel centro e anche in Sardegna. La gestione irrigua applicata ha inoltre consentito un rilevante aumento dell’efficienza delle risorse impiegate e una conseguente riduzione del potenziale impatto ambientale. Per sfruttare al massimo la potenzialità della microirrigazione a goccia si rendono però necessari opportuni adattamenti alla tecnica colturale riguardanti la disposizione delle file sul letto di semina, il momento di posa dell’ala gocciolante e la densità ottimale d’investimento.

 

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