L’irrigazione a goccia per salvare i raccolti messi a rischio dai cambiamenti climatici

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I cambiamenti climatici continuano a preoccupare, si parla di condizioni davvero difficili per i raccolti futuri a causa della siccità dovuta dalla scarsità di pioggia scesa fino al mese di gennaio. Il 2015, infatti, in alcune regioni (per esempio l'Emilia Romagna) è stato l'anno più caldo degli ultimi quarantacinque anni. Se da una parte chi ha un’attività incentrata sul turismo gioisce, le stagioni troppo calde mettono paura a chi vive di agricoltura. L’eccessivo riscaldamento e le scarse precipitazioni stanno creando una situazione di allarme perché non si stanno riempiendo a sufficienza i bacini idrici da cui si dovrà attingere, nella bella stagione, l’acqua per irrigare. Altro fattore preoccupante è la produzione di germogli anticipata delle piante da frutto, dovuta a temperature di gran lunga sopra la media, che si abbassano successivamente in modo repentino portando a delle gelate che provocano gravi danni sui frutteti in fiore. Le gemme vengono bruciate, con gravi conseguenze sui raccolti.La situazione è molto delicata. I grandi laghi di Italia si trovano prossimi ai minimi storici del periodo: basti pensare che il lago Maggiore è sceso al 15% della sua capacità e il lago di Como è al 12,9% mentre quello di Garda al 33,6%. Dati che fanno preoccupare e che di certo non sono nuovi a chi è del mestiere. Da tempo i cambiamenti climatici generano grande preoccupazione per l'agricoltura che deve fare fronte a situazioni che, fino a qualche decennio fa’, sarebbero stati impensabili. E allora cosa fare?Parte della soluzione è scegliere il sistema di irrigazione a goccia dagli indiscussi vantaggi agronomici e tecnici. Grazie alla sua efficienza e versatilità consente di risparmiare fino al 90% di risorsa idricamantenendo costante l'umidità del terreno a livelli ottimali per la pianta che durante il giorno può svolgere l'attività fotosintetica nelle migliori condizioni. Ciò si traduce in un aumento della qualità e delle rese.

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