L’irrigazione salva la vendemmia a Verona

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Siccità e caldo. Caldo e siccità. I conti si fanno sempre alla fine e colpiscono diversi segmenti del comparto agricolo, da Nord a Sud.

A Verona i Consorzi, terminata la vendemmia, contano i danni e fanno un bilancio dell’annata. Le fortune sono state alterne. Per fortuna, però, l’irrigazione ha salvato la vendemmia. Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona, afferma:

L'estate torrida ha garantito un miglioramento delle caratteristiche qualitative delle uve, soprattutto per quelle raccolte dopo inizio ottobre. Inoltre, i temporali di settembre hanno raffreddato la temperatura delle uve impedendo una fermentazione precoce.

Christian Marchesini, presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, elogia l’ottimo apporto dei sistemi di irrigazione, fondamentali per mantenere altissima la qualità del prodotto:

È stato un anno di particolare stress per le piante in ragione di un'accentuata siccità sia invernale che estiva. La maggioranza dei vigneti della Valpolicella è dotata di sistemi di irrigazione, perciò dove si è intervenuti le viti non hanno sofferto. Situazioni critiche si sono verificate solo per i giovani vigneti dell'alta collina, laddove mancava la possibilità di irrigare, mentre gli impianti adulti hanno resistito meglio al periodo siccitoso.

Il caldo ha preservato anche un’altra qualità, il Bardolino. Non si sono verificate malattie e la necessità dei trattamenti è stata dunque minima. In cantina sono dunque arrivate uve sane e ben mature.

Menzioniamo tra queste Corvina e Rondinella. Angelo Peretti, responsabile del Consorzio del Bardolino vuole però fare una precisazione:

Qui però non si sono neppure riscontrati problemi di siccità in quanto i vigneti della zona di produzione sono quasi integralmente irrigui, essendo stati oggetto di un forte rinnovamento nell'ultimo decennio.

Ineccepibile anche il comportamento dei vigneti del Custoza, come affermato da Chiara Turazzini, responsabile dell’area tecnica del Consorzio di tutela di questo vitigno. Anche qui, i sistemi di irrigazione si sono rivelati fondamentali:

Va ricordato che i vigneti del Custoza sono pressoché tutti irrigui, ed è stato grazie all'intelligente e dosato uso dell'irrigazione che è stato possibile portare in cantina uve di valore anche in un'annata ostica come questa, anzi. L'andamento climatico, unito ai metodi di difesa integrata della viticoltura nell'area del Custoza da oltre 20 anni ha permesso di raccogliere uve sanissime e mature, premesse per una buona annata.

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