L’obiettivo dell’Italia: coltivare pomodori e lattuga su Marte

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L’agricoltura nello spazio. Non è un film, ma un obiettivo reale e concreto. Arriva dall’Italia e sorge in concomitanza con la volontà di coltivare lattuga e pomodori su Marte o sulla Luna. Così, i primi equipaggi umani avranno a disposizione verdura fresca. Gli esperimenti, in ogni parte del mondo, sono già a buon punto.

A Roma sono stati presentati, durante un convegno sull’Agrispazio, i primi risultati. Spazio e agricoltura, biologia e cosmologia, possono unirsi. Devono e possono collaborare per riuscire a mettere a punto sistemi autonomi sotto questo profilo.

A seguito dei test sulla Terra, il primo banco di prova dei primi sistemi autosufficienti potrebbe essere uno speciale modulo destinato alla Stazione Spaziale. Tuttavia, la nuova frontiera dell'esplorazione spaziale è spingersi oltre l'orbita bassa e a questo scopo è fondamentale riuscire a creare una biosfera artificiale, utilizzando tecnologie biogenerative basate su alghe, funghi e microrganismi in sistemi a ciclo chiuso.

Sviluppare meccanismi del genere è fra gli obiettivi del gruppo di lavoro Ibis (Italian Bioregenerative Systens), del quale fanno parte, accanto all'Asi, centri di ricerca e aziende.

I microrganismi in grado di sopravvivere ad ambienti estremi come lo spazio sono anche al centro delle ricerche condotte nell'università di Tor Vergata dal gruppo di Daniela Billi. Nel suo laboratorio astrobiologi e biologi molecolari stanno coltivando minuscole alghe (cianobatteri) su un tipo di suolo simile a quello di Marte. Dalle prime pare che sia possibile. Si tratta infatti di batteri molto resistenti e, facendoli moltiplicare, si ottiene una biomassa che da un lato è in grado di modificare l'atmosfera, arricchendola di ossigeno, e dall'altro di agire come un fertilizzante. Le speranze per il futuro? Che sistemi autosufficienti alimentati da questi batteri potrebbero essere autonomi, completamente svincolati dall'intervento dell'uomo.

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