L’olio extravergine italiano ambasciatore della presidenza italiana dell’UE

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Da pochi giorni è iniziato il semestre italiano di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, e anche in sede europea il paese non ha voluto rinunciare alle sue tradizioni, anzi. Questo periodo di presidenza sarà l’occasione di portare su un palcoscenico internazionale l’agroalimentare italiano che tanta importanza riveste all’interno della nostra cultura e della nostra economia.E, proprio come vuole la tradizione, l’Italia non è voluta arrivare a mani vuote, ma ha portato a quelli che saranno i suoi più stretti colleghi per i prossimi mesi in sede europea un dono particolarmente importante e significativo: 900 bottiglie di olio extravergine di oliva saranno infatti presenti sui tavoli dei ministri e degli ambasciatori durante gli incontri programmati nei prossimi sei mesi (21 consigli dei ministri e 3 vertici degli ambasciatori) durante il semestre di presidenza italiana.L’iniziativa, voluta dal Consorzio Olivicolo Italiano e condivisa dalla Rappresentanza d’Italia presso l’Unione Europea.Portare in dono un prodotto particolarmente rappresentativo della propria terra, della propria cultura  e della propria identità è una tradizione che affonda le sue radici nella notte dei tempi ed è sempre stata considerata di buon auspicio. L’olio extravergine italiano si configura come il prodotto perfetto per onorare questa tradizione, dato cheNell’immagine che il consumatore costruisce nella sua mente, l’olio– come ha dichiarato Pietro Sandali DG di Unaprol – è associato alla terra e alla casa. E’ un’immagine strettamente legata ai valori della provenienza territoriale e della tipicità del prodotto che non è clonabile perché unico ed irripetibile.I numeri dell’olio extravergine italianoNel 2013 l’olio extravergine di oliva è stato il prodotto che, tra tutti quelli dell’agroalimentare italiano, ha sostenuto di più la domanda estera, con 385mila tonnellate esportate nel mondo, la maggior parte delle quali costituite da oli di grande pregio come gli extravergini e i vergini.Un tale successo è stato possibile proprio alla grande tradizione italiana nella produzione di olio, che si mostra nelle sue 43 designazioni di origine (che garantiscono all’Italia il primo posto per quanto riguarda il numero di Dop e Igp) e nelle sue oltre 350 tipologie di olive coltivate sul territorio che costituiscono una parte fondamentale del patrimonio genetico della vite. 

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