L’Unione Europea vuole sopprimere gli aiuti per il tabacco

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Il Parlamento Europeo continua a discutere sulla questione degli aiuti per il tabacco. Una questione spinosa che coinvolge on solo i produttori del tabacco, ma anche le grandi lobby delle ‘bionde’ e diverse associazioni che si occupano della prevenzione dei danni legati al suo utilizzo.

Già nel 2011, dopo molti anni durante i quali i coltivatori di tabacco hanno potuto beneficiare dei molti aiuti da parte dell’Europa, con l’introduzione della nuova Pac (la Politica agricola comunitaria), il tabacco era stato escluso dalla lista dei prodotti meritevoli di aiuti.

Aiuti che poi sono stati successivamente reintrodotti e che adesso sono al centro di una accesa discussione in sede di Parlamento Europeo, in quanto il commissario Ue all'agricoltura Dacian Ciolos, ha respinto la proposta dei produttori di tabacco, in primis l’Italia, di reintrodurre gli aiuti accoppiati da sempre previsti per chi coltiva il tabacco.

Se da un lato questa decisione soddisfa i gruppi europei per la tutela della salute, dall’altro mette in pericolo la sopravvivenza di tutti coloro che operano nel settore del tabacco, prime tra tutte le aziende che lo producono.

Dacian Ciolos, però, si è mostrato piuttosto convinto della decisione presa e on e sembra intenzionato a riaprire questa partita:

La questione del tabacco, insieme ad altre, si è conclusa con l'accordo politico sulla riforma che abbiamo raggiunto lo scorso giugno. Questa è la mia opinione, ma il consiglio può prenderne un'altra. Vorrei però suggerire di essere coerenti con le dichiarazioni politiche che il consiglio Ue, il parlamento e io stesso abbiamo fatto in passato: ossia di non riaprire l'accordo politico raggiunto a giugno salvo per le questioni legate al quadro finanziario Ue 2014-2020, temi che discuteremo con il parlamento europeo.

Secondo le previsioni di Nomisma contenute nel rapporto sulla filiera del tabacco – che mette in evidenza la perdita del 30% delle superfici coltivate a tabacco nel 2012 – la decisione di Ciolos di abolire i contributi accoppiati alla produzione del tabacco potrebbe portare alla sparizione delle coltivazioni di tabacco in Italia nel giro di soli tre anni, con una perdita di circa 50 mila posti di lavoro.

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