Maltempo, danni per i campi di pomodoro

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Il bilancio dei primi sei mesi del 2016 non è sicuramente positivo per coloro che coltivano pomodori perché il maltempo ha provocato seri danni ai campi che avrebbero dovuto essere destinati alla produzione di questi ortaggi. Tante le situazioni di emergenza causate dal brutto tempo, soprattutto in primavera, in quella che è per eccellenza la stagione dedicata alla semina.

Ad essere danneggiate sono state le colture in serra, ma anche quelle in pieno campo, tanto che il raccolto di pomodoro in Lombardia, una delle regioni che più ne produce in Italia, rischia un taglio del 20%.
Una percentuale piuttosto alta che disegna un quadro davvero infelice a causa di un aprile e un maggio insoliti che hanno portato pioggia e grandine in quantità industriale. E così, ecco che soprattutto le piantine messe in campo ad aprile, mese che ha regalato un tempo davvero anomalo, potrebbero essere le più colpite. Troppo il divario di acqua a disposizione, con 38 millimetri scarsi di precipitazioni ad aprile e oltre 106 millimetri di pioggia a maggio. La situazione dunque è complessa e il rischio di assistere a una netta diminuzione della quantità di pomodori prodotti è reale. Le previsioni del tempo, che parlano di un luglio e un agosto afosi, non fanno ben sperare: l'aspetto che preoccupa di più è quello relativo all'accumulo di energia termica che poi si scarica a terra con bombe d'acqua, ghiaccio e trombe d'aria, impedendo una corretta maturazione dei pomodori.

Basti pensare che la sola Lombardia, nell'ultimo mese, è stata colpita da almeno 9 grandinate e 2 tornado che hanno ovviamente danneggiato i raccolti. Anche per le altre regioni il problema è lo stesso: si passa da giornate di caldo afoso a giornate di pioggia intensa e grandine, con ripercussioni sulle quantità e qualità dei raccolti, in particolare appunto quelle dei pomodori.

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