Maltempo, si contano i danni

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10 milioni di euro. È questa la cifra dei danni causati, principalmente in Liguria e nel Nord Italia, dall’ultima ondata di maltempo calcolata dalla Coldiretti. Una cifra enorme che mette in evidenza la necessità di interventi che non siano solo di recupero delle zone colpite, ma di prevenzione.

Nelle ultime settimane in queste zone si sono susseguite precipitazioni intense che hanno messo in serio pericolo tutti gli abitanti di queste aree e hanno messo in ginocchio tutte le attività economiche, in particolar modo l’agricoltura. Coltivazioni e allevamenti allagati, serre divelte, magazzini e aree di stoccaggio invase da acqua e fango, strade ponderali cancellate,  sono, però, solo la manifestazione più evidente di un fenomeno che, da un lato, affonda le sue radici in un modello di sviluppo non adeguato al territorio italiano e che, dall’altro, avrà conseguenze persistenti per tutti i coltivatori e gli allevatori colpiti da questo dramma.

Infatti, anche le coltivazioni che hanno resistito alle piogge sono adesso sott’acqua e, se il maltempo non concederà una lunga tregua, rischiano di marcire in un terreno ormai non più in grado di drenare l’acqua in eccesso. Ma non solo, dato che il terreno bagnato aumenta esponenzialmente l’incidenza di smottamenti e frane anche di grandi dimensioni.

La Coldiretti, così come tutte le associazioni di coltivatori, additano la cattiva gestione del territorio come causa principale di questi drammatici eventi: negli ultimi venti anni sono stati coperti da cemento ed edifici di vario genere circa 2,15 milioni di ettari di terreno agricolo, ad una velocità di 480 metri quadrati al minuto, portando all’82% la percentuale dei comuni italiani con un alto rischio idrogeologico.

Agricoltori e allevatori, a questo punto, non possono più fare fronte alla situazione con le loro forze. È un grido di allarme quello lanciato da Aldo Alberto, presidente della Cia Liguria, che chiede che le istituzioni intervengano al più presto in maniera proporzionale non solo al danno causato da questa ultima ondata di maltempo, ma soprattutto a sanare i fattori di rischio al fine di evitare altri disastri simili.

E l’unico modo sensato di intervenire è puntare sulla prevenzione e sulla difesa del patrimonio agricolo italiano.

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