Mas, la biotecnologia che guarda al futuro

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Mas, acronimo di Marker Assisted Selection, ovvero selezione assistita da marcatori, è una biotecnologia di nuova generazione che permette, almeno secondo quanto pubblicato dal rapporto di Green Peace Internation Smart Breeding: la nuova generazione di piante, il miglioramento genetico delle piante, ma in modo totalmente diverso rispetto a quello utilizzato con gli OGM e senza tutti gli effetti collaterali e non prevedibili dell’ingegneria genetica.

Gruppi di ricerca internazionali stanno da tempo studiando questa tecnica e laddove è stata utilizzata ha dimostrato di avere anche una maggiore efficacia rispetto agli organismi geneticamente modificati.

La Mas, infatti, funziona in maniera molto simile a come accade in natura, con però l’aiuto della genetica e della biologica molecolare. In sostanza, si effettua la mappatura genetica di una varietà di vegetale che ha manifestato una determinata caratteristica al fine di identificare il marcatore genetico connesso a quello specifico tratto. Le piante vengono poi incrociate come fanno da sempre gli agricoltori di tutto il mondo, con il vantaggio che il risultato, grazie ancora alla mappatura genetica che rivela la presenza o meno del marcatore desiderato, è immediatamente verificabile.

La Mas si pone, quindi, come il ponte che unisce il sapere e le pratiche agricole tradizionali alla conoscenza scientifica, generando tutta una serie di vantaggi come è evidente nei paesi che hanno applicato questa tecnica. La Mas è stata applicata con successo in Cina, Indonesia e India per migliorare la resistenza del riso alle malattie, in Nigeria e in Tanzania per la selezione di piante maggiormente resistenti ai virus e in Nord America per combattere le infezioni fungine.

La diversità rispetto agli OGM sono evidenti. La Mas, infatti, non prevede la modificazione del DNA delle piante o l’introduzione di sequenze dello stesso tra piante di diverso genere, pratica che può dare vita a reazioni allergiche delle piante e altri effetti collaterali non sempre prevedibili, ma utilizza metodi convenzionali e accettati di trasmissione dei geni desiderati, contribuendo a sviluppare tratti complessi delle piante, come la resistenza alla siccità, di fondamentale importanza per lo sviluppo di un’agricoltura resistente ai cambiamenti climatici in corso.

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