Mele geneticamente modificate, gli italiani dicono no

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Un OGM, ovvero un organismo geneticamente modificato, è un è un essere vivente il cui patrimonio genetico è stato alterato attraverso l'aggiunta, l'eliminazione o la modifica di elementi genici al fine di renderlo ‘migliore’ rispetto al suo corrispettivo non modificato.All’interno di questa categoria di esseri viventi ci sono anche le piante e gli animali che fanno parte della nutrizione che gli scienziati hanno modificato per renderli più nutrienti e più resistenti. Negli ultimi anni si è assistito alla comparsa di varie tipologie di alimenti geneticamente modificati, come il salmone che cresce più rapidamente della specie naturale, il riso arricchito in vitamine, il latte materno ottenuto da mucche transgeniche e, proprio in questi giorni, della mela che non invecchia.Questa mela geneticamente modificata si chiama Arctic Apple  ed è prodotta dall’azienda canadese Okanagan Specialty Fruits che a breve immetterà sul mercato italiano le varietà le Golden Delicious e Granny Smith.Questa mela, a seguito dei vari interventi sul suo patrimonio genetico, non subisce lo stesso processo di invecchiamento delle mele tradizionali e, quindi, anche con il passare del tempo non presenta macchie all’esterno e, soprattutto, non appassisce né annerisce quando tagliata in pezzi, allungando così notevolmente la durata delle confezioni di mele già sbucciate e tagliate.Cosa ne pensano gli italiani?Secondo quanto riportato dalla Coldiretti, gli italiani non sono particolarmente attratti da questa scoperta definita come rivoluzionaria dall’azienda canadese, anzi, 8 italiani su 10 (il 76%) sono contrari all’utilizzo di organismi geneticamente modificati (Ogm) nell’agricoltura in Italia.Preoccupati anche i coltivatori di mele italiani. L’Italia non solo è il primo produttore in Europa, ma questa coltivazione rappresenta una delle eccellenza della produzione nostrana: gran parte delle varietà di mele coltivate in Italia ha ricevuto il riconoscimento comunitario di indicazioni geografica protetta Igp (come la mela della Valtellina, la mela dell’Alto Adige, la Melannurca campana e la mela di Cuneo) o di denominazione di origine protetta Dop (la mela della Val di Non).Il segreto del loro successo, come spiega la Coldiretti, si fondasulla loro distintività che è tutto il contrario dell’omologazione causata dagli ogm. Nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni genetiche effettuate su animali e vegetali in laboratorio rimane elevato il livello di scetticismo dei cittadini. La realtà è infatti che gli OGM attualmente in commercio riguardano pochissimi prodotti (mais, soia e cotone) e sono diffusi nell’interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili dai cittadini.

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