Mercati cerealicoli, la crisi ucraina crea ancora incertezza

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La crisi ucraina continua a creare ancora delle tensioni sui mercati internazionali dei cereali, che però sembrano rimanere piuttosto stabili grazie ad una produzione che quest’anno, sia nelle Americhe che in Europa, stando alle ultimi previsioni, si attesta sopra la media.

Sul raccolto mondiale di cereali, però, pesa un’altra scure, quella del maltempo che potrebbe aver creato problemi per quanto riguarda la qualità dei raccolti. Ad essere particolarmente preoccupati sono i coltivatori di grano americano che, a causa delle precipitazioni al di sopra della media, hanno dovuto affrontare la proliferazione di alcune micro-tossine. Più tranquilla la situazione del mais americano, per il quale è stata stimata una produzione oltre le attese, ben 4 milioni di tonnellate in più rispetto alle prime previsioni.

Grazie a questa produzione sopra le aspettative, anche se i cereali americani dovesse essere qualitativamente inferiori alla media, i prezzi dovrebbero rimare stabili.

Anche i produttori di cereali europei guardano con una certa preoccupazione agli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina, dato che il governo di Kiev si è rivolto direttamente ai paesi europei per evitare che le sua produzione – una delle più alte a livello mondiale – possa restare bloccata all’interno del paese. Da Bruxelles è arrivato così un provvedimento ad hoc che prevede la  possibilità di esportazione dei cereali ucraini in Europa senza dazi doganali per un massimo di 164 mila tonnellate, una quantità che permetterà di mantenere stabili i prezzi sui mercati internazionali, dato che l’Ucraina è uno dei principali produttori al mondo.

Anche in Europa, nonostante il maltempo, si prevede un raccolto superiore alla media sia in quantità che in qualità. Solo la Francia sembra particolarmente preoccupata: al momento si è in attesa dei primi dati ufficiali, che comunque, dopo l’allarme già lanciato qualche mese, non sembrano promettere nulla di buono.

Grazie ai raccolti abbondanti, i paesi dell’Unione Europea potranno esportare grano tenero per oltre 650 mila tonnellate, e orzo per 1,5 milioni di tonnellate.

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