Nuove tecnologie: le malattie dell’uva monitorate da sensori e wireless
Data: 17 ottobre 2011 | Di: Redazione
Categoria: Agricoltura

Un articolo di Roberto Fiori sul quotidiano La Stampa ha affrontato il tema delle novità tecnologiche italiane applicate all’agricoltura.
Tecnologia e innovazione dunque al servizio di un’agricoltura moderna, ansiosa di sperimentare nuovi metodi più efficaci ed immediati per una maggiore produttività dei terreni e delle colture che non sacrifichi scelte a basso impatto.
E’ certamente questo il caso di alcuni interessanti esperimenti avviati negli ultimi anni nelle campagne italiane, avvalendosi di strumenti informatici quali sensori e wireless per monitorare la salute delle piante ed il grado di maturazione della frutta. Si tratta di progetti curati per il momento soprattutto da università e consorzi, a causa degli oneri economici elevati non sostenibili per la media delle piccole aziende agricole italiane.
Sulle colline di Serra Lunga d’Alba la sorvegliata speciale è l’uva. Tra i filari di Nebbiolo, l’ingegnere chimico Augusto Cappellano riceve sullo smartphone consigli sui trattamenti mirati da somministrare alle piante per una crescita ottimale. Una diagnosi in tempo reale resa possibile dalla presenza di sensori che captano la temperatura esterna ed altri dati sensibili per la pianta, come il livello di umidità della foglia e l’aggressività più o meno intensa dei diversi agenti atmosferici. La stazione di rilevamento, resa ancora più sostenibile dall’alimentazione con un pannello solare, garantisce un uso ridotto di zolfo e rame, limitandolo ai filari in cui si rivela strettamente necessario e preservando il terreno da interventi su larga scala.
La sperimentazione va avanti con ottimi risultati da due anni grazie ai finanziamenti della Regione Piemonte ed alle partnership siglate, tra le altre realtà coinvolte, con l’Università di Torino e l’associazione Viniveri. Un connubio vincente, quello tra nuove tecnologie e agricoltura biologica, che testimonia la capacità di una tradizione forte, come lo è senza dubbio quella dei vigneti in Italia, di coniugarsi all’innovazione senza perdere la sua genuinità originaria.
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