Non è tutto olio quello che luccica, la campagna per un acquisto consapevole dell’olio di oliva

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La campagna olearia si è conclusa ormai da qualche settimana e i risultati sono stati in linea con le previsioni negative fatte prima del suo inizio: la produzione di olive è stata particolarmente scarsa e, di conseguenza, anche la produzione di olio di oliva, in particolar modo l’extravergine, sarà scarsa, il tutto a scapito dei produttori e dei consumatori. In particolar modo di questi ultimi, per i quali la scarsità dell’olio italiano aumenta il rischio di incappare in frodi alimentari.

Non è certo una novità che l’olio sia un prodotto ad alto rischio di contraffazione – fin troppo spesso, infatti, arrivano notizie di sequestri di oli spacciati per italiani che in realtà contengono olio ottenuto da olive spagnole o africane – e la scarsità di materia prima gioca proprio a favore delle frodi alimentari, oltre che di un aumento incontrollato dei prezzi del prodotto finito.

Cosa possono fare i consumatori per avere la certezza di acquistare un olio extravergine di oliva al 100% italiano? La sola soluzione è l’informazione, ovvero la conoscenza delle caratteristiche che rendono un olio di qualità e la capacità di leggere le etichette di questo tipo di prodotto, troppo spesso poco chiare e decifrabili. Ma anche andare oltre i luoghi comuni legati all’olio, come sta cercando di fare la piccola ma premiatissima azienda pugliese Olio Intini di Alberobello con la sua campagna informativa “Non è tutto olio quello che luccica”.

Come affermato da Pietro Intini, titolare dell’azienda, la maggior parte dei consumatori ignora quali siano le caratteristiche che rendono un olio veramente di qualità e si affidano, nella scelta del prodotto da acquistare, alle poche informazioni in loro possesso che non sempre corrispondono a verità.

La campagna “Non è tutto olio quello che luccica” è, diversamente dalle etichette delle bottiglie di olio che si trovano negli scaffali della GDO, piuttosto semplice ed intuitiva: 5 visual, ognuno dei quali affronta un luogo comune legato all’olio, dando vita ad una ‘Scheda della verità’ dell’olio extravergine di oliva di qualità.

La scheda della verità dell’olio extravergine di oliva

1. L’antica spremitura a presse non produce un extravergine di qualità. 2. Non è il territorio di provenienza a rendere un olio migliore ma il frantoio. 3. Un olio non filtrato non è un olio puro. 4. Se al palato un olio è piccante e amaro vuol dire che è di qualità, perché ricco di antinfiammatori e antiossidanti. 5. Un olio verde e intenso non sempre è migliore di un olio giallo chiaro, e viceversa.

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