Ogm, si rinfiamma il dibattito internazionale

|

L’autorizzazione da parte della Commissione Europea all’importazione e alla commercializzazione di 19 prodotti OGM (tre varietà di mais, cinque di soia, due di colza, sette di cotone e di due di fiori ornamentali) ha riacceso in Europa il dibattito sugli organismi geneticamente modificati e sulla legislazione in merito dell’Unione Europea.

Sono stati gli stessi Stati membri a decidere: in sede di Consiglio non è stata raggiunta la maggioranza qualificata né a favore né contro, per cui la decisione è ricaduta sulla Commissione, la quale ha autonomamente deciso di concedere l’autorizzazione. E questo a pochi giorni da una proposta di revisione, fatta dalla Commissione Europea, della normativa sugli OGM approvata solo lo scorso novembre.

Al momento gli Stati Membri possono decidere se coltivare o meno OGM all’interno dei loro confini, anche se approvati dall’UE, se la proposta verrà accettata la situazione cambierà sensibilmente, perché gli Stati membri dovranno giustificare il loro divieto su motivi legittimi diversi da quelli valutati a livello dell’UE, vale a dire su rischi per la salute umana o animale o per l’ambiente, che dovranno, inoltre, essere in linea con la legislazione e con gli obblighi internazionali dell’UE (in primo luogo quello con l’OMC, l’Organizzazione Mondiale del Commercio).

Forti le reazioni soprattutto da parte delle associazioni ambientaliste, in primo luogo Greenpeace, che vedono, tanto nell’autorizzazione agli OGM di qualche giorno fa, tanto nella proposta di revisione, una falsa libertà per gli Stati membri, che possono vietare la coltivazione di OGM all’interno dei loro confini ma non la loro commercializzazione. Una vistosa contraddizione che alcuni hanno attribuito all’intento della Commissione Europea di facilitare la realizzazione del TTIP, il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti.

Sempre più cittadini e consumatori si oppongono agli OGM, ma va considerato, come ha ricordato Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, che le tecnologie genetiche possono essere una valida risorsa per la sostenibilità ambientale ed economica della produzione alimentare.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA RIVISTA

Conferisco il consenso al trattamento dei dati personali