Olio di oliva, consumo aumentato del 73% negli ultimi 25 anni

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E' aumentato vertiginosamente il consumo di olio di oliva negli ultimi venticinque anni ed è questa la conseguenza diretta di un cambiamento radicale nell'alimentazione di molti paesi, dal Giappone alla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti al Brasile, che hanno optato per una dieta più vicina allo stile mediterraneo che comprende, ovviamente, il consumo di olio extravergine di oliva. E grazie a questo cambiamento di tendenza, la domanda mondiale di olio è aumentata di ben il 73%.

Ad affermarlo è Coldiretti attraverso una indagine che ha messo a fuoco le abitudini alimentari nei principali paesi, europei e non. E così si è notato come la produzione di olio extravergine di oliva sia quasi raddoppiata per fare fronte a una domanda sempre più ampia che richiede la presenza di questo condimento ogni qualvolta ci si metta a tavola. La vetta della classifica dedicata ai paesi che consumano con maggiore frequenza olia di oliva è appannaggio dell’Italia con 581 milioni di chili. Il Belpaese è seguito dalla Spagna con 490 milioni e dagli Stati Uniti che hanno fatto registrare un consumo di ben 308 milioni di chilogrammi. E sono proprio gli USA a segnare l'aumento più consistente: il 250% nell’arco di 25 anni, una cifra record.

E con questi dati l'Italia ha di che sorridere visto che proprio nel nostro paese la produzione di olio di oliva extravergine è da sempre uno dei punti forti, basti pensare al fatto che sono stati esportati 320 milioni di chili di olio nel mondo dei quali quasi 100 milioni diretti proprio negli Stati Uniti. Gli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva provati da numerosi studi scientifici hanno indotto molti paesi ad adottare un regime alimentare decisamente più mediterraneo e i risultati sono evidenti: riuscirà l'Italia a sfruttare questo cambiamento di tendenza?

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