Olio italiano, la filiera si stringe per salvare il settore

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Nonostante l’olio extra vergine di oliva sia uno dei prodotti più imitati e contraffatti del Made in Italy agroalimentare italiano, quello originale, prodotto in Italia secondo la tradizione, rischia di diventare un bene sempre più raro. La scorsa annata è stata una delle peggiori per il settore, con maltempo e fitopatie che hanno decimato piante e produzione, uno scossone che ha messo in allarme coltivatori, produttori e tutti gli operatori della filiera.La produzione italiana di olive e di olio sta progressivamente calando e, senza un’adeguata risposta, sarà impossibile invertire la rotta. Un segnale positivo è però arrivato nei giorni scorsi, con la pubblicazione di un documento a firma di Federolio, Aifo, Assitol, e Aipo, Cno, Unapol, Unaprol e Unasco, e le cinque organizzazioni di produttori nazionali (A.O.P.) che vuole essere il punto di svolta di questo cambiamento di rotta.Sette i punti cardine del documento unitario: interventi strutturali per il recupero degli impianti abbandonati, incentivi a copertura dei costi per mancato reddito e per manutenzione, una nuova politica di credito agevolato per le imprese del settore, sostegno per lo sviluppo di nuovi centri di stoccaggio, sostegno per le attività di ricerca, intensificazione delle attività di promozione e comunicazione per l’olio extra vergine e una politica di valorizzare di tutti gli sbocchi produttivi.Questa nuova intesa all’interno della filiera dell’olio di oliva italiano è arrivata a pochi giorni dal primo stanziamento di 20 milioni di euro previsto dal Piano Olivicolo Nazionale ed è stato accolto con particolare favore anche dal Ministro Martina, che ha posto un obiettivo per il settore olivicolo nazionale: arrivare a una produzione totale di 650mila tonnellate per lasciarsi alla spalle l’annata passata.Le potenzialità per raggiungerlo ci sono, è però necessario che gli operatori si compattino e percorrano la stessa strada per il rilancio del settore e dell’immagine stessa dell’olivicoltura italiana. La filiera, questo è l’obiettivo di questo documento unitario, deve agire come un corpo solo e come tale, dialogare con le istituzioni e con i consumatori.

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