Ortofrutticolo italiano, criticità e possibilità di un settore dal grande potenziale

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Il primo rapporto Nomisma-Unaproa sulla Competitività del Settore Ortofrutticolo Nazionale ha fotografato chiaramente la situazione del settore in Italia, mettendone prima di tutto in luce le ottime performance e le ulteriori possibilità di sviluppo e, al contempo, evidenziando le problematiche, specifiche e dell’intero ‘sistema Italia’, che ne stanno rallentando la crescita.I numeri contenuti nel rapporto parlano chiaro: in Italia ci sono oltre 492.000 aziende ortofrutticole, il 30,5% del totale delle aziende agricole presenti sul territorio nazionale, che gestiscono circa un milione di ettari della Superficie Agricola Utilizzata (8% del totale), per un fatturato complessivo di 12,8 miliardi di euro (il 24,4% del totale della produzione agricola nazionale). Il settore sembra quindi godere di buona salute, ed infatti l’ortofrutticolo italiano è al primo posto in Europa sia per la produzione orticola che per quella frutticola (20% del totale Ue), ma esistono delle evidenti possibilità di sviluppo sulle quali è doveroso investire.Il settore ortofrutticolo è una componente fondamentale del sistema agroalimentare ed economico italiano ed è in queste due direzioni che è necessario muoversi. In primo luogo è necessario agire sui consumatori attraverso campagne di informazione finalizzate a far ripartire i consumi interni di frutta e verdura che continuano a scendere ogni anno dall’inizio della crisi: tra il 2000 e il 2006il consumo di frutta e verdura è cresciuto dell’1,8%, mentre dal 2007 al 2013 è sceso di ben il 18%, con conseguenze negative tanto sulla salute dei consumatori che sui guadagni dei produttori.In secondo luogo è necessario intervenire sulla struttura e l’organizzazione delle aziende, fattore indispensabile anche per rinforzare la presenza del settore sui mercati internazionali, che risultano essere per la maggior parte di piccole dimensioni e non associate a Organizzazioni di Produttori: solo il 20% dei produttori ortofrutticoli italiani (circa 87.000) risulta associato a un’Organizzazione di Produttori.

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