Patate da industria, dall’accordo interprofessionale al Contratto Quadro

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Importanti novità per la produzione e la commercializzazione delle patate da industria italiane. Dopo circa dieci anni dalla legge sulla regolazione dei mercati – il decreto legislativo n. 102/2005 – è stata formalizzata, in un incontro avvenuto all’inizio di aprile, l’intesa tra il ministero delle Politiche agricole e i vari rappresentanti della filiera di produzione delle patate – Unapa,  Italpatate , Aiipa,  Anicav, Coldiretti,ConfagricolturaCia e Copagri - che ha dato vita al Contratto Quadro, una nuova legislazione in materia che sostituisce l’accordo interprofessionale.Si tratta di un importante passo avanti per i coltivatori di patate che, grazie a questo Contratto Quadro, avranno la possibilità di scegliere tra due diverse opzioni per il prezzo finale delle loro produzioni.Nello specifico, la prima opzione è costituita da una griglia di prezzi indicativi per le diverse destinazioni industriali che seguono i trend dei mercati del tubero, con aumenti medi rispetti ai prezzi indicativi concordati del 12%.La seconda opzione del Contratto Quadro, invece, prevede che le patate vengano vendute ad un prezzo già fissato in fase di contrattazione. In questa seconda opzione i prezzi delle patate variano dai 170 euro per tonnellata per le patate di fascia A (chips) – comunque in aumento rispetto ai 150 euro fissati per il 2012 – ai 150 euro per una tonnellata di patate di fascia B (surgelate da friggere) – erano 138 nel 2012.Questi aumenti sono finalizzati a coprire i maggiori costi di produzione che i pataticoltori devono affrontare dopo l’abolizione degli incentivi governativi alla coltivazione del tubero.Le contrattazioni, come fissato dal Contratto Quadro, avverranno il 30 aprile e il 31 maggio. Previsto anche un eventuale ulteriore giorno di contrattazione per il 15 giugno 2013 nel caso non fossero state ancora collocate le 150 mila tonnellate previste dal Contratto.Al di là delle varie specifiche contrattuali, questo Contratto Quadro è un chiaro indice di un cambiamento strutturale che si sta verificando all’interno della produzione delle patate da industria. Infatti, un accordo di tale livello e di tale specificità si pone nettamente in contrasto con la tradizionale riluttanza dell’associazionismo agricolo e della scarsa propensione dell’industria di trasformazione a firmare impegni duraturi a un prezzo predeterminato.Un ottimo risultato, quindi, che segna un altro punto a favore della filiera produttiva – che coinvolge tutti gli operatori del settore (agricoli, industriali e cooperativi) – nel negoziato sulla riforma Pac.

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