A scuola di risparmio idrico

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La Toscana è una terra meravigliosa, nonché la patria della cultura e della lingua italiana. Un territorio avanti anni luce anche dal punto di vista agricolo. Lo dimostrano i continui aggiornamenti del proprio profilo e del proprio background, nonché le continue iniziative per migliorare il comparto primario in tutte le sue filiere e in tutti i suoi segmenti.

Così in Toscana il risparmio idrico si impara sui banchi di scuola. Un’idea della Regione, che ha fatto partire il progetto Patto per l’acqua. Il piano didattico mira alla promozione di buone pratiche di consumo consapevole dell’acqua. Una prassi che verrà inoculata nelle menti degli studenti sin dai primi anni della loro formazione.

Il primo obiettivo del progetto Patto per l’acqua è infatti quello di educare i più piccoli. Lo conferma Stella Targetti, Vicepresidente della regione e assessore all’istruzione, una delle protagoniste di questa iniziativa:

Se è vero, come è vero, che l’acqua è un bene a rischio e che le cause non risiedono solo nei cambiamenti climatici ma anche negli sprechi di una risorsa così essenziale, educare i piccoli serve anche per educare i grandi, al fine di promuovere comportamenti virtuosi nei confronti della risorsa acqua.

In cosa consiste dunque il progetto Patto per l’acqua?

Le iniziative sono numerose e contemplano azioni formative che in primo luogo riguarderanno gli operatori. Costoro sono ben trentacinque. Una volta istruiti  spetterà a loro divulgare il proprio sapere agli insegnanti nelle scuole.

Gli insegnanti, un po’ come accade nell’ora di italiano o di matematica, da quel momento in poi non dovranno fare altro che considerare questa speciale disciplina (il risparmio idrico) come parte integrante della loro didattica.

Questi i temi al centro dell’iniziativa Patto per l’acqua:

  • cambiamenti climatici;
  • concetto di“impronta idrica”;
  • messa a punto di moduli educativi sul tema acqua.

La Regione Toscana ha messo a disposizione del progetto Patto per l’acqua una cifra pari a quattrocento quarantamila euro.

Non stupisce il budget così alto. L’acqua è necessaria e i corsi formativi serviranno per risparmiarla nei momenti giusti. Al punto che i docenti forniranno indicazioni sulla quantità d’acqua necessaria per realizzare beni di consumo quali birra, caffè, hamburger, t-shirt, fogli di carta e jeans.

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