Per i giovani l’agricoltura va a braccetto con l’Hi Tech

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I giovani hanno un’opportunità, derivata in particolare modo dagli stimoli offerti dal contesto in cui vivono, quella di inserire le ultime innovazioni e soluzioni tecnologiche all’interno delle loro aziende agricole. Lo fanno, e lo faranno, perché sono fortemente motivati e in grado di servirsi dell’Hi Tech per migliorare le campagne e i sistemi dell’agricoltura.Sembra essere questo il profilo degli imprenditori under 40 del settore primario. Per loro, le opportunità di visibilità si moltiplicano quotidianamente. La Lombardia, la prima regione agricola italiana per Prodotto interno lordo, durante gli ultimi dodici mesi ha fatto registrare un incremento pari al 33% di nuove aziende guidate da giovani imprenditori agricoli. Le aree di principale sviluppo riguardano le province di Como, Lecco e Sondrio.Questo trend, secondo il quale agricoltura e Hi Tech vanno a braccetto, era già stato esaminato in tempi non sospetti da Coldiretti proprio nella regione Lombarda. Il focus sulle nuove generazioni ha consentito di osservare come ormai l’agricoltura si configura come un’opportunità anche per i giovani di costruire il proprio futuro con un mestiere qualificato e di trovare una nuova dimensione di vita.Naturalmente, per avviare un’impresa agricola senza particolari investimenti di capitale, ci sono delle difficoltà. Non è facile farlo nelle aree pianeggianti che sono utilizzate per lo più per imprese di carattere zootecnico e destinate a produzioni di carne e latte, dove la tradizione vuole che le aziende si tramandino di padre in figlio e i numerosi passaggi generazionali lasciano poco spazio ai nuovi allevamenti.Ciò non toglie che il passaggio generazionale permetta l’ingresso in azienda di giovani imprenditori sempre più preparati. Costoro hanno portato a termine in maniera mirata i loro studi, conseguendo titoli quali perito agrario, agrotecnico, scienze agrarie, viticoltura ed enologia. Compaiono poi altre importanti figure, prestate con orgoglio all’agricoltura: meccanici, geometri, esperti di pubbliche relazioni e ingegneri elettronici. Malgrado questi ultimi siano studi non prettamente agricoli, i loro titolari hanno optato per un “ritorno alla terra”.Si tratta di un fenomeno che coinvolge le nuove generazioni per passione (36%) o per mantenere in vita l’azienda di famiglia (26%). I comparti per i quali i giovani imprenditori sono più impegnati sono i seguenti:- allevamento (49%);- coltivazione di ortaggi (14%);- coltivazione di alberi da frutto (11%).Da ultimo, in virtù delle nuove tecnologie il 50% delle imprese è presente online con siti internet e i social network, quali ad esempio Facebook e Twitter. Ottimi strumenti per pubblicizzare la propria azienda. Questo trend va di pari passo con l’aumento della preparazione scolastica dei titolari.

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