Pomodoro, calano le superfici coltivate

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Calano le superfici destinate alla coltivazione del pomodoro: secondo quanto affermato dal Polo Distrettuale del pomodoro da industria del Centro Sud Italia e dall'Organismo Interprofessionale del pomodoro da industria Nord Italia, la diminuzione sarebbe del 6%. Una percentuale piuttosto alta, dunque, e adesso occorre capire quale siano le cause che l’hanno determinata per poter intervenire nel modo corretto evitando di perdere ulteriore terreno nella corsa alla produzione di questo ortaggio.

 

Ad oggi, gli ettari destinati in Italia alla coltivazione dei pomodori sono 68.640, molti meno rispetto al 2015. Il calo si registra prevalentemente nel bacino del Centro-Sud Italia, soprattutto nelle province di Foggia e Caserta che sembrano essere le aree più colpite dalla crisi: qui la diminuzione supera il 13% facendo registrare il più ampio gap rispetto alle annate precedenti. Rimane pressoché stabile invece la produzione nella parte centro-settentrionale dell'Italia con numeri più o meno uguali rispetto al 2015 e con un aumento del 5% per la produzione di pomodori bio.

 

E’ il Sud a fare la differenza in negativo anche se va evidenziato che è nell’area meridionale dell'Italia che si registra un aumento nella produzione del pomodoro biologico, segno evidente che anche in questa zona si investe molto in un settore che negli ultimi anni sta prendendo campo. Gli italiani, infatti, sono sempre più attenti agli alimenti che acquistano, dando la loro preferenza ai prodotti coltivati secondo procedure biologiche che vengono considerate più salutari.

 

Le coltivazioni biologiche coprono aree di mercato diverse da quelle storicamente presidiate dalle produzioni tradizionali e dunque non rientrano nel calcolo portato a termine dai due organismi prima citati che individuano, invece, un preoccupante calo di produzione per quello che è uno degli ortaggi più consumati nel Belpaese.

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