Pomodoro, oltre alla PAC un piano di azione strutturata per il rilancio del settore

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La nuova Politica Agricola Comune, entrata in vigore da poco e che lo sarà per tutto il periodo compreso tra il 2014 e il 2020, ha cambiato alcune delle carte in tavola per quanto riguarda l’erogazione e la ripartizione degli aiuti e degli incentivi che essa contiene.La nuova Pac, per la quale ogni Stato membro dell’Unione definisce autonomamente (comunque nel rispetto delle linee guida tracciate) le modalità e i criteri di applicazione, prevede una minore di disponibilità di risorse da destinare agli agricoltori rispetto alla precedente, e, quindi, è stato necessario rivederne le priorità e la ripartizione.Si parla di un totale di 52 miliardi di euro, che dovranno essere erogati cercando di assecondare le esigenze e le istanze che arrivano da tutto il mondo agricolo. L’accordo sulle tempistiche e le modalità dei pagamenti è stato raggiunto il 27 maggio di concerto tra il Ministero dell’Agricoltura e gli assessori all’Agricoltura della Regioni italiane, e ha privilegiato settori strategici per il futuro e per il rilancio dell'agricoltura come la zootecnia, l'olivicoltura, la barbabietola, il riso e il pomodoro da industria.Al pomodoro da industria e da mensa, coltivazione particolarmente importante per l’Italia, è stata riservata una particolare attenzione che va al di là dell’erogazione degli aiuti accoppiati previsti dalla Pac, che prevedono, comunque, un fondo da 11 milioni di euro dal quale attingere per i pagamenti.Si tratta di una cifra assolutamente rilevante, ma non ancora sufficiente al rilancio del comparto. Per questo motivo, sono state messe in programma delle azioni mirate di diverso tipo: da un lato un aumento dei fondi disponibili per l’erogazione dei sostegni che porteranno l’ammontare complessivo per ogni ettaro di terreno coltivato a pomodoro anche fino a 450 euro (le cifre sono variabili in base alle qualità coltivate), e, dall’altro, delle misure pratiche come l’utilizzo di sementi o piantine con caratteristiche di resistenza o tolleranza alle principali virosi e malattie fungine del pomodoro da industria e di quello da mensa.Tale intervento non solo avrà dei risvolti positivi sulla qualità e la quantità del pomodoro coltivato in Italia, ma si combina perfettamente con le buone pratiche agricole stilate dalla Commissione Europea , che prevedono una forte limitazione dell’uso di fitofarmaci.

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