Produzioni di kiwi superiore alle attese nonostante la batteriosi

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La batteriosi è una malattia che colpisce le piante del kiwi (ma anche altri tipi di piante) dovuta alla presenza di batteri che possono causare diversi tipi di danni alla pianta e al frutto, in base alla zona della pianta che viene attaccata dai batteri e dal tipo di batterio.

Anche le coltivazioni italiane di kiwi – l’Italia è uno dei principali produttori di questo frutto – sono a rischio batteriosi e, soprattutto la produzione di quest’ano è stata messa fortemente in pericolo all’inizio della primavera, quando le piogge e l’umidità conseguente hanno creato un ambiente ottimale per la proliferazione dei batteri.

Ma, grazie alle strategie di prevenzione e di cura messe in atto, la produzione di kiwi per il 2013 sarà addirittura superiore a quella dello scorso anno, con una produzione commercializzabile stimata intorno alle 400.000 tonnellate.

L’Italia, quindi, nonostante le difficoltà, mantiene il suo primato europeo per la produzione di kiwi e il merito va anche agli sforzi fatti dal CSO per far prendere coscienza ai coltivatori dei rischi di questa patologia delle piante e, soprattutto, dei mezzi e degli strumenti a disposizione per debellarla.

Il CSO, insieme al Cra e al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ha realizzato il progetto Interact, un progetto a sostegno dei produttori che, come ha spiegato Elisa Macchi, direttore di Cso:

tra le attività previste comprende la costituzione del catasto nazionale, lo sviluppo di un sito internet tutto dedicato al kiwi e alla batteriosi (kiwifruitpsa.com) e l'analisi delle ricadute economiche della batteriosi in termine di costi di produzione. Quest'ultima attività si integra in parte con il progetto messo in atto dal Crpv in Emilia-Romagna.

L’obiettivo che il CSO vuole raggiungere con questo progetto è che, anche se la batteriosi rimane una malattia difficile da debellare definitivamente, con l’applicazione di pratiche agronomiche atte a contrastare e a limitare la diffusione e i danni conseguenti è possibile mantenere alti i livelli quantitativi senza incidere sui costi di produzione:

La difesa e la prevenzione della batteriosi – aggiunge Elisa Macchi – hanno un costo importante che tuttavia può essere in parte compensato dai buoni risultati conseguenti alle tecniche adottate. Mediamente, a seconda delle aree territoriali, produrre kiwi costa all’incirca 0,45 euro/kg di costi vivi; se aggiungiamo i costi indiretti e i costi figurativi, il costo totale di produzione arriva sui 60 centesimi di euro al kg. Le tecniche di prevenzione e difesa necessarie a contrastare la malattia elevano il costo di qualche centesimo di euro al Kg ma le conseguenze di una mancata prevenzione graverebbero sui costi in misura molto superiore.

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