Quali prospettive per l’annata vinicola 2014?

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Se in Italia, come in tutto l’emisfero nord del mondo, la vendemmia arriva con l’autunno, mentre nell’emisfero sud – che quando si parla di vino comprende  l’Australia, il Sud Africa e la triade sudamericana (Argentina, Cile e Brasile) – questa è praticamente quasi terminata e tutti gli addetti al settore sono in attesa di sapere quanta uva è stata raccolta e la qualità del vino che genererà.

La produzione di vino di questa zona del mondo, infatti, ha delle importanti ripercussioni su tutto il mercato enologico,  da tenere altamente in considerazione dopo che l’Organization International du vin (Oiv), l’organismo sovrannazionale che sovrintende le attività vitivinicole mondiali, ha stimato una forte contrazione dei volumi di vino prodotto in quest’area per l’anno in corso, che potrebbe scendere anche del 10% rispetto al 2013, che si è chiuso con un totale di 56,5 milioni di ettolitri: per il 2014 sono stati previsti dai 49 ai 53 milioni di ettolitri.

La qualità del vino che arriva dalla vendemmia dell’emisfero sud sembra essere piuttosto alta, nonostante le abbondanti precipitazioni che hanno caratterizzato tutte le fasi di crescita della vita e in particolar modo la raccolta. I vini bianchi del Sud Africa, i primi per i quali si hanno dati certi, mostrano un buon carattere, un gusto equilibrato e una minore gradazione alcolica, il che li renderà particolarmente adatti ad incontrare i gusti dei nuovi consumatori di vino, che sembrano prediligere vini più leggeri e meno alcolici.

Questi primi dati sulla produzione di vino in Africa, in Australia e in Sud America ha messo non poco in allerta i produttori americani ed europei, dato che per entrambe le zone negli ultimi anni si è manifestata una forte contrazione della produzione – giusto per fare un esempio, in Italia lo scorso anno sono stati prodotti 800 milioni di ettolitri in meno di vino – a cui si accompagna un altrettanto forte contrazione della domanda.

Con l’agguerrita concorrenza dei vini australiani, africani e sudamericani e la stagnazione dei consumi, l’unica strada da percorrere per i produttori di vino europei (storicamente i più grandi produttori e consumatori di vino) è di rivolgere la propria attenzione verso mercati nuovi e fiorenti, come quello dell’America Latina, degli Stati Uniti e della Cina.

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