Riforma Pac: l’abolizione delle quote zucchero turba i bieticoltori

Data: 18 aprile 2012  |  Di: Redazione

Categoria: Agricoltura

Torniamo a parlare di agricoltura in relazione alla Riforma Pac 2014-2020. Lo facciamo in occasione della proposta di abolizione delle quote zucchero a partire dal primo ottobre 2015. Tutto il settore ha manifestato il suo dissenso nei confronti della Commissione Europea. Ad oggi l’esito delle trattative, dunque, è assolutamente incerto.
La proposta di sopprimere le quote è una scelta che si deve alla volontà di destituire da ogni fondamento le vecchie norme di mercato nell’ambito della Pac. Ciò porterebbe all’abolizione di tutte le forme di restrizione della produzione. C’è da aggiungere, infatti, che oltre alle quote zucchero, la nuova Ocm unica prevede il taglio delle quote latte e dei diritti di impianto dei vigneti.
Qualora il dispositivo dovesse entrare in vigore, dal 2016 avverrà la completa liberalizzazione del mercato dello zucchero, atto che metterà automaticamente fine ad una politica trentennale di contenimento dell’offerta. L’abolizione delle quote zucchero trova, come detto, la ferma opposizione del mondo bieticolo-saccarifero.

In Italia la riforma dell’Ocm e la riconfigurazione dell’industria europea dello zucchero hanno significato grandi cambiamenti per quanto riguarda l’agricoltura e il settore bieticolo-saccarifero in Italia. In sintesi, possiamo affermare che la quota di produzione del nostro paese nell’Ue è passata dall’8,6% al 3,8%; Al giorno d’oggi l’Italia produce circa il 30% del suo fabbisogno di zucchero.
Veniamo alle proposte della Commissione per la nuova OCM interna alla Pac 2014-2020: l’UE propende per l’abolizione delle quote zucchero, in linea con il processo di totale liberalizzazione del mercato, iniziato con la riforma del 2006.
Rimarrebbero valide le norme sulla gestione del mercato, mediante gli aiuti all’ammasso privato con un prezzo di riferimento fissato ad un livello molto basso. Resta in vigore anche lo strumento degli accordi tra zuccherifici e bieticoltori, così da garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli obblighi degli zuccherifici e dei produttori di barbabietole da zucchero.

In conseguenza della riforma del 2006, il nuovo scenario di mercato continentale è il seguente: l’Unione Europea è diventata importatrice netta di zucchero. Da due anni a questa parte anche lo scenario del mercato mondiale è cambiato completamente, per effetto di un’impennata considerevole dei prezzi dello zucchero, in virtù di una produzione globale inferiore ai consumi. Ragion per cui, per la prima volta, è successo che il prezzo mondiale ha superato il prezzo interno.
Anche nel settore dello zucchero, quindi, si è venuta a creare la stessa situazione di mercato delle altre commodity, con una forte instabilità dei mercati mondiali e un’elevata volatilità dei prezzi. L’abolizione delle quote zucchero ha trovato la netta opposizione dei bieticoltori e degli industriali europei per i quali la liberalizzazione del mercato espone il settore bieticolo-saccarifero europeo alla destabilizzazione a causa del divario di competitività con i produttori di canna da zucchero a livello mondiale. A rimanere scontenti sono persino i Paesi esportatori.

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