Il riscaldamento globale minaccia la sicurezza alimentare europea

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L’Europa non è immune dal riscaldamento globale, anzi, i suoi effetti iniziano già a manifestarsi, principalmente sulle coltivazioni che in questi ultimi anni rendono meno sia a livello quantitativo che qualitativo, e la situazione non potrà che peggiorare mettendo a rischio la sicurezza alimentare del Vecchio Continente.Le colture più a rischio sono quelle di grano e mais, in particolar modo quelle nelle zone meridionali del Continente dove gli eventi climatici estremi, che sono la prima manifestazione del riscaldamento globale, sono più frequenti e più intensi.La comunità scientifica sta già da tempo studiando l’influenza dell’innalzamento delle temperature sulle coltivazioni e i risultati che mergono dai principali studi mettono in evidenza l’urgenza di un adattamento alle nuove condizioni di temperatura e di precipitazioni per salvaguardare la sicurezza alimentare della popolazione.Dalle analisi effettuate è stato rilevato che i quantitativi raccolti di grano, orzo e mais hanno iniziato a diminuire dagli anni ’80 e continueranno a farlo anche nei prossimi anni, tanto che da qui al 2040 è stata stimata una perdita del 20% sui raccolti di grano e orzo e del 10% su quelli di mais.I vari esperimenti in corso, alcuni dei quali sono stati recentemente pubblicati su Nature, dimostrano anche che la qualità delle colture, ovvero il contenuto di sostanze nutrienti, sta diminuendo ad un ritmo pericolosamente sostenuto: l’aumentata quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, infatti, porta ad una diminuzione del contenuto di ferro e zinco e del contenuto proteico delle colture, carenza, questa, che già oggi costituisce un serio problema alimentare.Il principale problema da risolvere per riuscire a mantenere alti i livelli quantitativi e qualitativi delle colture di mais, grano e orzo è la scarsità di acqua, una delle prime conseguenze del riscaldamento globale.È necessario quindi che gli agricoltori adattino l’irrigazione, la scelta del seme e le modalità di coltivazione alle mutate condizioni climatiche, come molte multinazionali stanno già facendo.L’irrigazione a goccia Netafim è rispettosa dell’ambiente perché irrigando un volume di suolo definito, si evita il drenaggio e lo spreco sia della risorsa idrica che del fertilizzante. Lo stesso principio permette di affermare che questo sistema d’irrigazione, se messo a confronto con gli altri metodi irrigui, risulta essere il più efficiente e sostenibile.

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