I ghiacci polari si sciolgono sempre più velocemente

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La Groenlandia e l’Antartide si stanno sciogliendo sempre più velocemente ad un ritmo tre volte superiore di quanto accadeva fino a venti anni fa.

La situazione dei ghiacci polari è stata studiata da un team internazionale di esperti provenienti dalle file dalla ESA e della Nasa che si sono avvalsi dei nuovi sistemi di rilevazione satellitare per chiarire, in modo definitivo, l’impatto del surriscaldamento globale del pianeta sui ghiacci e, conseguentemente, sull’innalzamento del livello dei mari.

Lo studio ha messo fine ad una lunga polemica relativa alla difficoltà di misurazione dello scioglimento effettivo dei ghiacci. Infatti, i metodi utilizzati fino ad ora (le sole immagini satellitari) non permettono una rilevazione quantitativa veritiera in quanto non riescono a distinguere tra ghiaccio e neve ma, se questi dati si incrociano con quelli relativi alle modificazioni del campo gravitazionale terrestre (che derivano in buona parte dallo spostamento delle grandi masse di acqua dai poli), la misurazione diventa molto più accurata.

Il risultato dei questo nuovo metodo di valutazione è chela Groenlandia e l'Antartide stanno perdendo oggi oltre tre volte la quantità di ghiaccio (equivalente a un aumento del livello del mare di 0.95 millimetri per anno) di quanto ne perdessero negli anni 90 (equivalente ad un aumento del livello del mare di 0.27 mm per anno). In pratica dal 1992 al 2011 il livello del mare si è alzato di 11,1 mm per l’effetto dello scioglimento dei ghiacci polari, che quindi sono responsabili di un quinto dell'innalzamento totale delle acque terrestri degli ultimi 20 anni.

Anche se la perdita dello strato di ghiaccio rientra nei limiti riportati nel 2007 dal Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change) - segnala Esa - la varianza della stima a quel tempo era così ampia che non era chiaro se l'Antartide stesse crescendo o si stesse riducendo.

La Groenlandia è a più colpita delle terre artiche. E’ qui che si sono verificati i due terzi dello scioglimento – il tasso di scioglimento è aumentato di cinque volte rispetto alle rilevazioni del 1990 - mentre il restante è avvenuto in Antartide. Ma ciò che preoccupa gli scienziati non è solo questo aumento progressivo degli ultimi venti anni, ma il fatto che la velocità di scioglimento accelera con il passare del tempo.

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