Sequestrati a Bologna 300 chili di tartufi falsi
Data: 28 giugno 2012 | Di: Redazione
Categoria: Agricoltura

Nei giorni scorsi i carabinieri del Nas di Bologna hanno sequestrato 300 chili di tartufi ritenuti di dubbia provenienza e scarsamente genunini. Secondo le ricerche dell’unità operativa emiliana, è emerso che il quantitativo di tartufi arrivava in maniera clandestina dal Nord Africa in Italia. Una ditta toscana prelevava la merce e la rivendeva ad altre aziende. Queste ultime sottoponevano i tartufi a lavorazione mediante l’uso di oli e aromi sintetici che conferivano all’alimento appartenente alla famiglia degli ascomiceti il suo odore caratteristico. Le analisi effettuate dalla facoltà di Agraria dell’Università di Bologna hanno certificato che i frutti appartenevano ad una specie molto comune e priva di pregio: la tuber oligospermum. La vendita dei prodotti generati da questa famiglia è vietata nel nostro Paese.
In termini economici, la partita di tartufi taroccati sottoposta a sequestro aveva un valore di 200 mila euro. Sventata la truffa, sono state denunciate quattro persone.
Le indagini hanno portato all’individuazione di quattro ditte di commercializzazione all’ingrosso di funghi e tartufi, nelle province di Bologna, Pistoia e Pesaro-Urbino. Tali imprese erano al centro di un business dedito a contraffazione e sofisticazione. Il prodotto finale, ottenuto in maniera tutt’altro che naturale, veniva quindi commercializzato, intero o in confezioni sott’olio, come il ‘tartufo bianchetto‘. Questo tubero pregiato ha un valore di mercato oscillante tra i 180 e i 700 euro al chilo.
Durante indagini i carabinieri del Nas di Bologna, in collaborazione con i colleghi dei nuclei di Ancona e Firenze, hanno ispezionato otto esercizi di ristorazione e perquisizioni nelle quattro aziende ritenute responsabili della frode, sequestrando oltre 300 chilogrammi di falso tartufo, in parte già confezionato e destinato al mercato estero (Brasile).
Oltre a porre i sigilli a due depositi clandestini di alimenti del valore complessivo di circa 700 mila euro, sono stati denunciati i legali rappresentanti di queste aziende. I reati contestati sono: frode in commercio, vendita di prodotti alimentari non genuini e violazione della normativa quadro sui tartufi. Infine, sono state disposte e sanzioni amministrative per un totale di 13 mila euro.
L’ottima operazione del nucleo operativo bolognese, in conclusione, ha fatto sì che un mercato così pregiato e importante per l’Italia, in particolar modo per il centro-nord, restasse scevro da minacce esterne tali da occultarne il reale valore.
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