Si normalizza la bilancia commerciale, merito dell’agroalimentare

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In tutta Europa nel 2013 si è registrato un netto miglioramento della bilancia commerciale (il surplus alla fine dell’anno è stato del 4,1%), merito delle esportazioni, in particolar modo di quelle agroalimentari. Nello stesso periodo sono aumentati anche i prezzi delle materie prime, il che delinea un quadro tutto sommato positivo, nonostante un leggero calo dei flussi in entrata.In questo contesto positivo emerge la situazione italiana: le dinamiche dei prezzi registrate lo scorso anno hanno fatto sì che il saldo commerciale italiano, tornato positivo già nel 2012, potesse ulteriormente migliorare, grazie ad una leggera contrazione delle importazioni unitamente ad una leggera ripresa delle vendite. Situazione positiva anche per l’agroalimentare italiano che ha ridotto di un punto percentuale il deficit rispetto al 2012: in diminuzione le importazioni agroalimentari (prevalentemente pesce, carni, zucchero e caffè), mentre sono state registrate in aumento le esportazioni, con prodotti come derivati dei cereali, conserve di pomodoro, olio, vino, caffè e prodotti dolciari che guidano la classifica dei prodotti più richiesti dai consumatori esteri.Questi dati, pubblicati nell’annuale “Rapporto Inea sul Commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari 2013”, mostrano quindi la crescente forza del made in Italy agroalimentare sui mercati internazionali: l’83% delle esportazioni italiane riguarda prodotti finiti (che mantengono intatto il loro valore aggiunto, in quanto sono venduti alla fine della filiera di produzione), e, di questi, oltre il 70% sono prodotti dell’industria alimentare.Tra i prodotti dell’agroalimentare made in Italy più apprezzati sui mercati internazionali non passa poi inosservato il vino: il settore enoico è tra i più vivaci dell’export: nel 2013 le esportazioni di vino sono cresciute del 7%, per un valore pari a 5,7 miliardi di euro.I dati pubblicati dall’Inea mettono ancora una volta in luce come il made in Italy agroalimentare sia una delle forze trascinanti dell’economia italiana, dato che le ottime performance registrate per il 2013, così come anche tutti i dati positivi di questi ultimi dieci anni, sono da inserire in un contesto di crisi economica mondiale che ha causato una generale contrazione dei consumi.

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