Siccità e desertificazione, il mondo è in allarme

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Quando si parla di siccità si intende un periodo caratterizzato dalla diminuzione della frequenza delle precipitazioni in rapporto alla media annuale del luogo preso in considerazione. Per l’entità dei danni e per il numero di persone coinvolte, la siccità occupa il primo posto tra le catastrofi naturali, quindi un fenomeno davvero molto dannoso per l'agricoltura che, per dare i suoi frutti migliori, ha assoluto bisogno dell'acqua.

Quello della siccità era prima un fenomeno che riguardava soltanto particolari zone del mondo (le più colpite erano quelle dell’Africa e dell’Asia), ma i cambiamenti climatici dell'ultimo decennio hanno reso questo problema attuale anche per territori che fino a qualche anno fa di certo non avevano problemi di scarsità di acqua da utilizzare.

Anche i Paesi temperati e quelli settentrionali sono stati colpiti da siccità e questo è ormai un dato di fatto. A grandi linee si può affermare che metà della superficie delle terre emerse rientra nella definizione di zona arida o semiarida. La conseguenza più grave, per i territori che per lungo tempo soffrono di acqua che scarseggia, è la desertificazione, un processo tanto temuto perché porta a un completo annientamento dei territori che un tempo venivano destinati all'agricoltura.

Secondo i dati della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD, UN Convention to Combat Desertification), il 25% della superficie terrestre è fortemente degradata o sottoposta a elevati tassi di degrado. La desertificazione si porta dietro conseguenze davvero pesanti come la perdita di produttività dei suoli, il degrado della copertura vegetale, fino alla sua totale scomparsa, ma anche la riduzione della produzione agricola e dell’allevamento che di conseguenza è causa di malnutrizione e fame. E ancora la dispersione nell’atmosfera di particelle solide, oltre a tempeste di sabbia e inquinamento dell’aria con un impatto negativo sulla salute umana e sulle attività produttive.

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