FAO, scarsità idrica e degrado ambientale minacce per la sicurezza alimentare

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La FAO ha pubblicato nei giorni scorsi il SOLAW, il rapporto sullo stato mondiale delle risorse idriche e fondiarie per l’alimentazione e l’agricoltura. Tra le criticità evidenziate nel report che più ostacolano le politiche contro la fame nel mondo figurano il degrado ambientale, la scarsità idrica e la mancanza di terreni coltivabili, accentuata dalla crescente desertificazione nei Paesi in via di sviluppo. Tutti fattori che stanno minando gli equilibri dei sistemi di produzione alimentare, già fortemente compromessi dalla volatilità dei prezzi dei beni di prima necessità e dalla mancanza di materie prime.

Le risorse del Pianeta sono insufficienti a sfamare una popolazione mondiale in vertiginosa crescita. Da poco abbiamo superato quota 7 miliardi. Nel 2050, secondo le stime diffuse dalla stessa FAO, sulla Terra si conteranno oltre 9 miliardi di persone. Per sfamarle e sopperire al fabbisogno energetico globale occorre gestire in modo consapevole e razionalizzato le risorse energetiche, oggi distribuite poco equamente, con i Paesi occidentali ed industrializzati che hanno a disposizione una fetta maggiore di cibo, acqua ed energia a scapito dei Paesi del Sud del mondo.

Il SOLAW evidenzia un trend positivo: l’aumento del 150% della produzione mondiale di beni alimentari fatto registrare negli ultimi cinquant’anni. Un dato incoraggiante oscurato purtroppo dalla mancanza di politiche agricole sostenibili che avrebbero dovuto accompagnare questo sviluppo. Come sottolinea la stessa FAO nel rapporto:

In troppe occasioni tali miglioramenti sono stati accompagnati da pratiche di gestione delle risorse che hanno degradato gli ecosistemi terrestri e idrici dai quali la produzione alimentare stessa dipende.

Oggi numerosi ecosistemi in diverse aree del mondo stanno pagando un prezzo alto per il sovrasfruttamento dei terreni coltivabili. La loro capacità produttiva si avvia verso l’esaurimento, a causa dell’eccessiva pressione demografica e dell’utilizzo di pratiche agricole decisamente insostenibili. Il 25% dei terreni del Pianeta è degradato, soggetto a perdita di nutrienti e di biodiversità a ritmi vertiginosi.

La scarsità idrica si estende a macchia d’olio così come l’inquinamento delle falde acquifere ed il degrado ambientale delle riserve d’acqua dolce del mondo. I sistemi di produzione alimentare dipendono dalle risorse idriche sotterranee, oltre che dalle piogge. La contaminazione delle falde e la diminuzione delle precipitazioni sta pertanto mettendo in crisi l’agricoltura in numerose aree del Pianeta.

Tra le soluzioni prospettate dalla FAO per riuscire a sfamare una popolazione mondiale in costante aumento figura proprio una migliore gestione delle risorse idriche in agricoltura. Occorre promuovere un uso più razionale dell’acqua a livello locale e globale, nel settore pubblico e nel settore privato, incentivando il ricorso a metodi di irrigazione a risparmio idrico, come la microirrigazione e l’irrigazione a goccia e finanziando la ricerca di nuove tecnologie, sempre più efficienti. Al contempo bisogna garantire una maggiore resa delle colture a fronte dell’impiego limitato di risorse energetiche. Una sfida che in Netafim abbiamo raccolto da tempo, fornendo agli agricoltori soluzioni irrigue sostenibili, capaci di produrre di più con meno.

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