Sprechi alimentari, in Usa si butta il 50% della produzione

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Negli Stati Uniti si butta via quasi il 50% degli alimenti prodotti: a lanciare l'allarme è il The Guardian che punta il dito contro gli enormi sprechi di cui si rendono protagonisti, in negativo, le aziende produttrici e le catene distributrici americane. La colpa è da attribuire alla cultura della perfezione che obbliga gli agricoltori e i distributori a gettare la frutta e gli ortaggi che hanno forme o grandezze differenti rispetto allo standard.

Un vero e proprio schiaffo alla povertà in un mondo in cui sono ancora tantissime le persone che soffrono di malnutrizione e muoiono di fame. Inoltre, questo trend causa anche danni ambientali da non sottovalutare. E così, un contadino che si ritrova grandi quantità di frutta e verdura con qualche ammaccatura è spesso costretto a scartare alimenti che invece potrebbero sfamare gran parte della popolazione mondiale. Come spiegato dal The Guardian, lo spreco avviene durante tutto il lungo percorso che parte dall’azienda agricola fino alla forchetta. Con quantità enormi di prodotti perdute già nei campi, poi nei magazzini, nel processo di confezionamento, lungo la distribuzione, quindi nei supermercati, nei ristoranti e nei frigoriferi.

A livello globale, lo spreco riguarda un terzo del cibo prodotto, circa 1,6 miliardi di tonnellate all'anno. Agire contro lo spreco è però possibile, come hanno dimostrato le politiche attuate da Paesi come la Danimarca. L'amministrazione Obama e le Nazioni Unite, da parte loro, si sono dati l’obiettivo di dimezzare lo spreco di cibo entro il 2030.

 

Per sconfiggere la fame nel mondo e fermare il cambiamento climatico è necessario che i governi intraprendano anche azioni volte alla riduzione dello spreco di cibo che da solo è responsabile dell’8% dell’inquinamento mondiale e dello spreco di acqua, terra ed energia.

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