Stati arabi, cresce la preoccupazione per la sicurezza alimentare

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Carenza di acqua e scarsa produttività agricola, sono questi i principali problemi a cui devono far fronte i paesi arabi del Medio Oriente e del Nord Africa: in totale 22 Stati, per una superficie totale di 13,7 milioni di chilometri quadrati, e una popolazione di 330 milioni di abitanti destinata ad aumentare esponenzialmente nei prossimi anni, con un tasso di crescita annuo del 2.7%, praticamente il doppio di quello mondiale (1.5%).È la stessa conformazione del territorio di questi stati a rendere difficile un regolare sviluppo dell’agricoltura. Sebbene con percentuali diverse, tutti e 22 gli Stati Arabi – i rappresentanti dei quali, insieme ad esperti in agricoltura e strategie economiche, hanno dato vita al Forum Arabo per l'Ambiente e lo Sviluppo – sono caratterizzati dalla prevalenza di vaste zone desertiche e montuose che lasciano solo una piccola porzione di territorio da dedicare all’attività agricola. La Fao ha stimato che solo il 39,4% della superficie totale di queste nazioni è composta da terreni agricoli, e, di questi, solo il 10,7% è arabile.Alla mancanza di terreni adeguati all’attività agricola, queste aree sono caratterizzate anche da una perenne siccità: pur coprendo una vasta area delle terre totali, circa il 10%, le precipitazioni in queste aree sono solo il 2,1% di quelle totali. Una disponibilità di risorse idriche davvero bassa, a cui si aggiungono le difficoltà derivanti dalla conformazione del territorio nel trattenere l’acqua piovana e farne una risorsa rinnovabile. Solo il 6,3% delle precipitazioni complessive può essere riutilizzata, contro una media mondiale di oltre il 40%.La scarsità di risorse e riserve idriche naturali, molte delle quali, inoltre, sono contaminate dell’inquinamento, costringe questi paesi a ripiegare all’esterno per l’approvvigionamento, il che rende questi paesi dipendenti e, di conseguenza, particolarmente vulnerabili anche ai cambiamenti politici. Senza contare, poi, che i metodi di irrigazione utilizzati negli Stati Arabi sono ancora piuttosto obsoleti: nella maggior parte dei terreni coltivati l’irrigazione è di superficie, il che vuol dire che molta dell’acqua utilizzata, e che arriva dalle riserve già scarse o dall’estero, non arriva a destinazione (alla pianta) ma si disperde nell’ambiente.

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