Summit internazionale sul kiwi

|
Si è tenuto a Cesena, come anteprima di Macfrut 2013, il Summit internazionale "Il Mondo del Kiwi fra emergenza e mercato: le eccellenze si confrontano", durante il quale coltivatori ed esperti in materia hanno fatto il punto della situazione sulla produzione, le prospettive e i progressi fatti nella batteriosi.Previsioni sulla produzione dei kiwiIl primo dato che è stato evidenziato dai partecipanti al Summit internazionale sul kiwi è che per questo 2013, a causa della riduzione delle superfici coltivate (-2% sul 2012) e della diffusione della batteriosi, il totale di kiwi raccolti sarà del 16% inferiore alla media del triennio 2008-2011, ma i frutti saranno di buona qualità e con calibri più elevati rispetto al 2012.La maggior parte della produzione italiana di kiwi (il 60/79% del totale) viene esportata sui mercati esteri, e, come specificato dal presidente di Fruitimprese, Marco Salvi
Il 70% dell'export italiano di kiwi è indirizzato verso 10 Paesi (Germania, Spagna, Francia, Usa, Polonia, Olanda, Regno Unito, Russia, Belgio e Brasile), ma le destinazioni sono progressivamente aumentate negli ultimi dieci anni, fino a coprire oltre 80 Paesi nel mondo.
La produzione a livello europeo, invece, farà segnare un lieve aumento rispetto a quella dello scorso anno: la produzione commercializzabile di kiwi dovrebbe arrivare a 582.000 tonnellate (nel 2012 erano 579.963), anche se ci sono da evidenziare cali significativi dell'offerta greca (-15%, 93.500 tonnellate) e francese (-13%, 55.000 tonnellate).La batteriosiLa batteriosi è una malattia che colpisce i kiwi e che ne decreta la morte. La sua causa è il batterio Psa che una volta che ha attaccato la pinta è in grado di riprodursi molto velocemente e di infestare intere colture. Negli ultimi tempi si stano sperimentando diverse tecniche per eliminare il potenziale rischio di batteriosi del kiwi che, come ha spiegato Elisa Macchi direttore del Cso:
Produrre kiwi costa all'incirca 0,45 euro/kg di costi vivi a seconda delle aree territoriali. Se aggiungiamo i costi indiretti e i costi figurativi, il costo totale di produzione arriva  sui 60 centesimi di euro al kg. Le tecniche di prevenzione e difesa necessarie a contrastare la malattia elevano il costo di qualche centesimo di euro al kg, ma le conseguenze di una mancata prevenzione graverebbero sui costi in misura molto superiore. 

ISCRIVITI ALLA NOSTRA RIVISTA

Conferisco il consenso al trattamento dei dati personali