Suolo, sempre meno terreni coltivabili in Italia

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Il 5 dicembre si è celebrato in tutto il mondo la Giornata del Suolo e l'occasione è d'oro per riflette su un dato davvero preoccupante: nonostante la crisi del settore delle costruzioni che ha colpito moltissimi paesi, ogni anno in Italia e nel mondo il suolo continua ad essere "consumato" ad altissima velocità. Sono sempre meno dunque i terreni destinati alla coltivazione e il trend è purtroppo generale.

 

L'Italia non vi si sottrae di certo. Anzi, dando uno sguardo ai dati relativi alle terre coltivate lungo lo Stivale, si capisce subito che la situazione non è delle più rosee. Si può arrivare ad affermare che l'ultima generazione è responsabile della perdita di oltre un quarto della terra coltivata (-28%). Colpa della cementificazione e dell'abbandono, generati da un modello di sviluppo sbagliato che negli ultimi venticinque anno ha ridotto drasticamente la superficie agricola utilizzabile. Proprio in occasione della Giornata del Suolo, la Coldiretti ha lanciato un grido di allarme nella speranza di porre sotto i riflettori un problema di notevole importanza come quello relativo alla perdita di territori coltivabili in Italia. Anche perché, come sottolinea la stessa Coldiretti, su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d'acqua che il terreno non riesce ad assorbire.

 

Già, i cambiamenti climatici, altro annoso problema per l'Italia e per il mondo. L'agricoltura ne ha già risentito in modo massiccio in questi ultimi anni ma adesso anche il futuro del suolo è a rischio proprio perché le condizioni del tempo, decisamente modificato negli ultimi anni, rendono la situazione ancora più in salita. Urge correre ai ripari per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono.

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