UE contro lo spreco alimentare, via la data di scadenza dei prodotti alimentari

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Ogni anno, ogni cittadino italiano butta nella spazzatura 76 chili di prodotti alimentari, ovvero il 25% della spesa totale pro capite, che fanno circa 4 mila di tonnellate di alimenti che, giornalmente, finiscono nelle discariche italiane. Nel resto dei paesi europei la situazione non è molto diversa: nel complesso, i 28 paesi dell’Unione buttano 89 milioni di tonnellate di alimenti ogni anno.

Una enorme quantità di cibo che, nella maggior parte dei casi, potrebbe ancora essere mangiata, ma che viene lo stesso gettata nella spazzatura perché la data impressa sul fondo della confezione indica che il prodotto è scaduto e quindi non solo non più buono da mangiare, ma addirittura potenzialmente pericoloso per la salute.

Uno spreco alimentare insostenibile, del quale si sta occupando l’Unione Europea su iniziativa di paesi come l’Olanda e la Svezia: nei giorni scorsi, in sede di consiglio dei ministri dell’Agricoltura, è stato presentato un piano per eliminare, almeno da alcune categorie di prodotti alimentari, la data di scadenza.

Per alcuni prodotti ‘secchi’, già da tempo non c’è l’obbligo di indicazione della data di scadenza, al suo posto viene impressa la dicitura ‘da consumarsi preferibilmente entro’. Si tratta di prodotti come aceto, zucchero e caffè: la proposta dell’Unione vorrebbe ampliare questa lista e farvi entrare tutti quei prodotti alimentari a lunga conservazione come pasta, riso, conserve e formaggio duro.

Al momento si è solo all’inizio della discussione e, visti i tempi di decisione dell’Unione, la rivoluzione delle date di scadenza dei prodotti alimentari potrebbe arrivare anche tra qualche anno, ma si tratta comunque già di un grosso passo verso la razionalizzazione del consumo alimentare che non ha solo un fine economico, ma anche etico: molti dei prodotti che vengono gettati perché hanno superato la data di scadenza sono ancora buoni e non pericolosi da mangiare, e riuscire ad evitare che questi finiscano nella spazzatura sarebbe di notevole aiuto per tutti coloro che, a differenza degli europei e di chi vive nei paesi industrializzati, soffrono per una costante mancanza di cibo.

In sostanza, il Piano dell’UE prevede una divisione dei prodotti alimentari in due grandi categorie: i secchi (biscotti, caffè, zucchero, pasta, conserve), categoria per la quale verrebbe eliminata la dicitura ‘da consumarsi preferibilmente entro’; e i ‘liquidi’ (latte e latticini freschi, uova, pasta fresca etc.), per i quali, vista la pericolosità per la salute del deterioramento dei prodotti freschi, conserverebbero tutte le indicazioni del caso.

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