UE, ultime novità sui fitofarmaci

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In inglese si chiamano PPP (Plant Protection Product), in Italia sono meglio conosciuti come agrofarmaci o fitofarmaci, ovvero una categoria di composti inorganici, organici, naturali e di sintesi utilizzati in agricoltura come difesa dai parassiti e dagli agenti patogeni, per tenere sotto controllo le piante infestanti e per la conservazione dei prodotti alimentari.Si tratta di prodotti che trovano un larghissimo uso in agricoltura per via della loro efficacia e per questo sono sottoposti ad un rigido disciplinare tanto per la produzione quanto per il commercio e l’impiego, come accade per i farmaci ad uso umano. Ogni nuovo principio attivo, prima di poter essere immesso in commercio, viene sottoposto a una lunga sperimentazione e, una volta entrato nell’uso, continuano a essere raccolti dati per la valutazione degli impatti ambientali a lungo termine.La regolamentazione del settore dei fitofarmaci è quindi in continua evoluzione e in queste ultime settimane si è nuovamente riunito lo Standing committee on plants, food and feed, che si è espressa su alcuni argomenti particolarmente caldi nel settore.In primo luogo la commissione si è espressa sulle linee guida dell’Efsa, chiarendo alcuni punti sulle alternative generiche alle sostanze attive dei fitofarmaci: il costo delle documentazione necessaria alla commercializzazione delle alternative generiche alle “specialità” dipenderà dal grado di comparabilità tra i due farmaci. Chiarimenti, questi, che arrivano dopo che la Commissione Europea ha rigettato il ricorso di due associazioni ambientaliste sugli attuali criteri di inserimento delle informazioni bibliografiche nel dossier dei principi attivi.La commissione si è confrontata anche sulla questione delle impurezze del Glifosate sollevate da Greenpeace. La sentenza di primo grado ha dato ragione a Greenpeace, se anche la Corte Europea di Giustizia sarà dello stesso parere, la composizione dei fitofarmaci dovrà essere resa pubblica per questioni di sicurezza ambientale, il che renderà più facile la ricostruzione del processo produttivo del prodotto. La commissione non si è schierata, ma l’esito della questione appare scontato dato che la sostanza in questione sta per ottenere nuovamente l’autorizzazione europea.

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