Un software italoamericano per salvare la biodiversità

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L’ecosistema agricolo è composto da moltissimi elementi che interagiscono e questo lo rende assai complesso e, a causa dei cambiamenti climatici in atto, sta attraversando un periodo di particolare criticità che mette a repentaglio non solo il suo funzionamento ma anche la sua sopravvivenza.La recente epidemia di Xylella Fastidiosa che ha colpito gli ulivi del Salento, così come la cicalina in nord America, la zanzara tigre e l’alga killer nelle zone del Mediterraneo, sono la dimostrazione dei nuovi elementi di problematicità che il comparto agricolo deve affrontare: il riscaldamento del clima e la globalizzazione hanno portato alla diffusione di specie infestanti in territori lontani da quelli di origine, mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di molte specie vegetali.Cambiamenti climatici, uso sempre più intensivo di prodotti chimici e la diffusione di specie esotiche invasive – che ha ripercussione economiche dieci volte maggiori a quelle dei disastri naturali – sono una seria minaccia per la biodiversità agricola, contro la quale la comunità scientifica internazionale sta cercando delle soluzioni. Un grande passo avanti è stato fatto da un team di ricerca composto da studiosi italiani e statunitensi, coordinati dall’Enea e dall’Università di Berkley, che ha messo a punto un software in grado di simulare il funzionamento di un ecosistema nei suoi elementi essenziali e di generare una mappa del rischio derivante dagli insetti invasivi, valutandone la diffusione e il danno potenziali a livello territoriale.Il software è stato sviluppato nell’ambito del progetto GlobalChangeBiology, e unisce il sapere tradizionale agricolo, la botanica e le più recenti innovazioni tecnologiche per l’elaborazione di un piano di azione su base scientifica per affrontare le criticità e gli stress a cui, oggi, è sottoposto l’intero sistema agricolo.

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