Va all’Emilia Romagna il primato italiano dell’export agroalimentare

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È l’Emilia Romagna la regione italiana che ha esportato più prodotti agroalimentari. A dirlo è il rapporto agroalimentare regionale presentato negli scorsi giorni a Bologna da Unioncamere e dalla Regione.

Nel 2013 le esportazioni di prodotti alimentari dell’Emilia Romagna sono cresciute del 5,4%, contro una media nazionale del 4,9%, riuscendo a generare un giro di affari pari a 5 miliardi e 471 milioni di euro. Una cifra molto importante soprattutto se relazionata al generalizzato calo dei consumi alimentari registrato negli ultimi anni.

I prodotti romagnoli che hanno più successo all’estero

Tra i prodotti agroalimentari dell’Emilia Romagna più richiesti sui mercati internazionali ci sono i salumi, per i quali è stato registrato un aumento delle esportazioni pari al 9% sull’anno precedente, il vino (+9.8%), i formaggi e i prodotti lattiero caseari (+6%) e la pasta e derivati dei cereali (+3.6%).

In controtendenza la frutta, uno dei prodotti più importanti dell’agricoltura dell’Emilia Romagna, le cui esportazioni sono diminuite del 3,4% rispetto al 2012.

I segreti del successo e le problematiche da risolvere

Come ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni in occasione della presentazione del rapporto, il successo dei prodotti agroalimentari romagnoli sui mercati internazionali è frutto di un lavoro di squadra che si è svolto tanto a livello regionale, che nazionale che comunitario.

Tra i provvedimenti più recenti messi in campo e che hanno giocato un ruolo fondamentale nell’ottenimento di questo primato, ci sono sicuramente i diversi accordi stipulati con stati esteri (tra questi figurano in primo luogo gli Stati Uniti e il Canada) per l’esportazione di prodotti a marchio Dop e Igp e la loro commercializzazione attraverso la grande distribuzione organizzata.

Il futuro dell’agroalimentare dell’Emilia Romagna, così come anche quello di tutto il paese, sta in una maggiore attenzione e conoscenza dei mercati esteri che possa portare le imprese agricole a sfruttare al meglio le occasioni che questo offre, anche in vista di un appuntamento di capitale importanza come l’Expo 2015, in cui le imprese agricole italiane avranno l’opportunità di mostrarsi ad un pubblico internazionale.

L’agricoltura, e il suo mercato di riferimento, infatti, stanno rapidamente cambiando, per questo è necessario che le imprese agricole del territorio siano sostenute in questo percorso con azioni mirate: non solo incentivi e aiuti economici, ma anche con una formazione specifica e la creazione di una rete di imprese e di aggregazioni commerciali.

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