Valoritalia, i controlli sono il valore aggiunto dei vini italiani

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Organismo istituzionale nato nel 2009, Valoritalia ha il preciso compito di effettuare controlli in conto terzi (come vuole la nuova normativa europea) per la certificazione dei vini di qualità. Un organismo, quindi, il cui scopo è quello di garantire che ciò che viene scritto in etichetta siano informazioni reali e veritiere circa il contenuto della bottiglia stessa, a tutela tanto dei consumatori quanto dei produttori.In sei anni di attività Valoritalia, in collaborazione con FederDoc, Unione italiana vini e Csqa, ha analizzato 47mila i campioni di vino (per un totale di oltre 1 miliardo e mezzo di bottiglie), grazie al lavoro fatto dalle 2.713 commissioni di degustazione impiegate in 12 regioni, arrivando così a controllare oltre il 70% del quantitativo nazionale di vini Docg, Doc e Igt. Come dichiarato da Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia, sono stati effettuati quasi 10.000 controlli ispettivi in vigneto, circa 5.000 in cantina divisi tra vinificatori e imbottigliatori e oltre 100.000 controlli documentali, che hanno portato alla certificazione ‘istituzionale’ di 180 denominazioni (Docg e Doc) e oltre 40 Igt.Quello svolto da Valoritalia è un lavoro di grandissima importanza sia per la sicurezza dei consumatori che per i produttori – i quali, grazie a questo capillare ed efficiente sistema di controllo delle certificazioni, sono sempre più al sicuro da quelle frodi alimentari che minacciano la stessa immagine della tradizione vinicola italiana – che sta interessando una sempre più vasta gamma di prodotti.Valoritalia, infatti, ha anche iniziato nel 2012 le analisi sui vini a Ig (Indicazione geografica) e sui vini a Do (Denominazione di Origine) e i primi risultati delle analisi sono molto incoraggianti, con una percentuale bassissima di campioni non conformi (513 su un totale di 46.734 campioni di vino analizzati); oltre ad aver manifestato un grande interesse per il biologico in tutto il comparto agroalimentare e per i prodotti vegani, in particolar modo il vino vegano, per il quale è stata studiato un apposito standard di certificazione grazie alla collaborazione della Qualità Vegetariana Vegan.

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