Vendemmia 2014, buoni risultati nonostante il maltempo

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La vendemmia 2014 è sta entrando nella fase conclusiva e, anche se ancora è troppo presto per tirare le somme di un’annata così complicata, produttori ed enologi sembrano essere d’accordo sul fatto che, per quanto in ritardo e piuttosto complicata, la vendemmia di quest’anno sarà sullo stesso livello di quella dello scorso anno, sia in quantità che in qualità.

La produzione vinicola italiana, quindi, non ha subìto particolari danni a causa del maltempo che ha caratterizzato soprattutto la scorsa estate, anche se sono da evidenziare delle differenze tra le tipologie dei vini - per i vini bianchi ci sono buone probabilità di ottenere un prodotto anche migliore di quello dello scorso anno, mentre per i vini rossi ci si attesterà sulla media - e tra le diverse zone del Paese, con il Sud che ha tenuto meglio rispetto al Nord e al Centro. In generale, comunque, la qualità della produzione vinicola 2014 sarà al di sopra delle previsioni molto pessimistiche di qualche settimana fa.

Nel Sud Italia spicca le produzione vinicola siciliana, che, secondo l’enologo Carlo Ferrini, dal punto di vista della qualità sarà straordinaria. Buone le aspettative anche per i vini campani, soprattutto per le varietà di uve tardive, e per quelli de Cilento (principalmente Primitivo e Aglianico), mentre quelli pugliesi, vendemmiati spesso prima di aver raggiunto completa maturazione, avranno una gradazione alcolica più bassa e un colore più scarico.

Al il Centro la situazione è molto più complessa, con evidenti differenze non solo tra diverse zone ma anche tra produttore e produttore e molto dipenderà, soprattutto per i vini rossi come Merlot, Montepulciano, Sangiovese e Chianti, dalle condizioni metereologiche delle prossime settimane.

Il Nord è la zona che ha sofferto di più delle avverse condizioni climatiche di questa estate, soprattutto nel Nord Est e in Veneto, le cui uve sono state colpite da marciume e botrite: buona, comunque, la produzione di Dolcetto, meno dello scorso anno ma con una buona qualità, e di Nebbiolo; mentre i Pinot e lo Chardonnay, pur con acidità e profili aromatici interessanti, mancano di mineralità.

In generale, quindi, si può parlare di un’annata sicuramente superiore alle aspettative, ma difficilmente si potrà arrivare ad ottenere delle eccellenze.

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